Giulia

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Attività di Giulia

  1. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione pastone   

    Ciao a tutto il forum, il pastone va dato ma a condizione che non sia molto proteico per evitare pericolose infiammazioni intestinali.
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  2. Giulia ha aggiunto un topic in Altri Volatili   

    Come fanno gli uccelli a cavarsela senza orecchie esterne
    Molto interessante leggete....
     
    Come fanno gli uccelli a cavarsela senza orecchie esterne? 
    A differenza dei mammiferi, gli uccelli non hanno orecchie esterne, che svolgono una funzione importante e aiutano i mammiferi ad identificare i suoni provenienti da differenti altezze. Ma gli uccelli sono in grado di percepire se la fonte di un suono è sopra o sotto o al loro stesso livello. Un team di ricercatori della Technische Universität München (Tum), della School of Biological Sciences dell’università di Bristol e dell’Active Perception Lab dell’università belga di Antwerp ha scoperto come gli uccelli sono in grado di localizzare questi suoni: utilizzando tutta la loro testa. I loro risultati sono stati resi noti nello studio “The Avian Head Induces Cues for Sound Localization in Elevation” pubblicato da PlosOne.
    Quando in primavera due merli maschi cantanoper attirare la femmina, quest’ultima per scegliere il corteggiatore deve prima essere in grado di trovarlo ed Hans A. Schnyder, lo zoologo della Tum che ha guidato il team di ricerca, spiega: «Dato che gli uccelli non hanno orecchie esterne, è stato a lungo creduto che non fossero in grado di distinguere tra i suoni provenienti da diverse altezze. Ma un merlo femmina dovrebbe essere in grado di individuare il suo compagno che ha scelto anche se la fonte della serenata è sopra di lei».
    I mammiferi identificare sorgenti sonore verticalmente con le loro orecchie esterne, che assorbono, riflettono o diffrangono le onde sonore grazie alla loro particolare struttura, il nostro udito utilizza queste informazioni per determinare l’altezza della sorgente sonora. Ma come fanno gli uccelli a percepire queste differenze?
    Studiando tre specie – corvo, anatra e pollo – Schnyder ed il suo team hanno scoperto che gli uccelli sono in grado di identificare i suoni da diversi angoli di elevazione. Sembra che la loro testa a forma ovale trasformi leggermente le onde sonore in un modo simile alle orecchie esterne dei mammiferi.
    «Abbiamo misurato il volume dei suoni provenienti da diversi angoli di elevazione nei timpani degli uccelli – spiega ancora Schnyder – Tutti i suoni provenienti dalla stessa parte dell’orecchio erano similmente forti, indipendentemente dalla loro elevazione. L’orecchio sul lato opposto della testa registrava le diverse altezze in modo molto più preciso: sotto forma di diversi livelli di volume».
     

     
    Quidi tutto dipende dalla forma della testa dei volatili: «A seconda di dove le onde sonore colpiscono la testa, vengono riflesse, assorbite o diffratte», dicono i ricercatori. Quello che gli scienziati hanno scoperto è che «La testa scherma completamente il suono proveniente da specifiche direzioni. Altre onde sonore passano attraverso la testa e innescano una risposta nell’orecchio opposto. Il cervello del volatile determina se un suono proviene da sopra o sotto dai diversi volumi sonori in entrambe le orecchie».
    Schnyder sottolinea che «Questo è il modo in cui gli uccelli identificano esattamente un suono laterale proviene, ad esempio, dall’altezza degli occhi. Il sistema è estremamente preciso: al livello massimo, gli uccelli possono identificare i suoni laterali con un angolo di elevazione da -30° a + 30°».
    Perché gli uccelli hanno sviluppato localizzazione del suono sul piano verticale? «La maggior parte uccelli hanno occhi ai lati della testa, dando loro quasi 360° di campo visivo – dicono al Tum – Dal momento che hanno anche sviluppato la capacità speciale di elaborare i suoni laterali provenienti da diverse altezze, uniscono le informazioni dei loro sensi dell’udito e della vista per un effetto utile quando si tratta di eludere i predatori».
    Ma l’udito non funziona così in tutti gli uccelli: alcuni rapaci, come il barbagianni, hanno sviluppato una strategia completamente diversa: «Questa specie caccia di notte e, come gli esseri umani, i suoi occhi sono orientati in avanti – dicono alla Tum – Il collare di piume sulla loro faccia modifica il suono in modo simile a orecchie esterne». La civetta sente i suoni provenienti da davanti meglio rispetto alle altre specie di uccelli studiate dal team di Schnyder. Quindi c’è una perfetta interazione tra le informazioni che sentono e le informazioni che vedono, come avevano già dimostrato studi precedenti. «I nostri ultimi risultati vanno nella stessa direzione – conclude Schnyder – sembra che la combinazione di vista ed udito sia un principio importante nell’evoluzione degli animali».
     
     
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  3. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione trasmissione del colore   

                     
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  4. Giulia ha aggiunto un topic in Genetica   

    È nascosto nelle piume il segreto delle rotte migratorie degli uccelli
    È nascosto nelle piume il segreto delle rotte migratorie degli uccelli.
    Gli uccelli posseggono un’eccellente «bussola» per capire quali rotte seguire durante le loro lunghissime migrazioni. E l’uomo è sempre stato affascinato da questa loro straordinaria capacità di spostarsi ogni anno da un continente all’altro per raggiungere aree dal clima più favorevole. Per carpire i segreti delle rotte migratorie degli uccelli ora è stata messa a punto una tecnica d’avanguardia, che utilizza l’analisi delle loro piume, e che sarà utilissima per rispondere con più precisione a molte domande. Quali popolazioni di uccelli transitano sulle Alpi? Quale «mappa» realizzano nel cielo? E ancora, nel tempo le rotte migratorie cambiano? Le risposte arrivano dall’analisi delle piume che si sono formate quando gli uccelli erano ancora fermi nei luoghi della loro nascita, prima di compiere la prima migrazione. La ricerca in corso viene condotta dalla Fondazione Edmund Mach, di San Michele all’Adige, in collaborazione con il Museo delle scienze (Muse) di Trento.
    Rotte migratorie ricavate dagli isotopi contenuti nelle piume degli uccelli.
    Geografia e piume
    Tutti gli esseri viventi assimilano con il cibo e l’acqua elementi presenti in natura quali idrogeno, ossigeno, carbonio, sodio, zolfo. Questi elementi si presentano per la quasi totalità in forma «normale», ma una piccola parte di ognuno di essi è sotto forma di isotopo, cioè con una massa diversa. Per semplificare, c’è per esempio l’idrogeno di tipo 1, quasi la totalità, e l’idrogeno di tipo 2, una piccolissima parte più pesante. «Il rapporto tra l’isotopo più leggero e quello più pesante può essere misurato con precisione e accuratezza mediante tecniche analitiche specifiche, quali la spettrofotometria di massa isotopica», spiega Federica Camin, della Fondazione Edmund Mach, coordinatrice del Gruppo isotopi stabili italiani. «Interessante è il fatto che questo rapporto cambia in base all’origine dei diversi uccelli. Se per esempio una piuma è stata creata in Scandinavia, avrà un diverso rapporto rispetto a una piuma creata in Russia».
    Rapporto tra isotopi
    Esistono tabelle che riportano il valore del rapporto nelle aree geografiche. Se mentre transitano sulle Alpi gli uccelli vengono catturati dagli ornitologi con le reti (tecniche ampiamente collaudate da molti anni e non provocano danni all’animale) è possibile prelevare loro una piuma per analizzarne il rapporto tra gli isotopi. «Confrontandolo con le tabelle note», continua la ricercatrice, «si potrà sapere la zona d’origine. Abbiamo visto , per esempio, analizzando una piuma prelevata a 200 esemplari di pettirosso, che la loro zona di origine, prima di migrare, è posta tra Ucraina, Bielorussia, Lituania e sud della Russia».
    Evitare una seconda cattura «È un grande vantaggio poter disporre di questa nuova tecnica», commenta Paolo Pedrini, responsabile della sezione Zoologia dei vertebrati del Muse. «Le tradizionali tecniche di inanellamento per marcare gli uccelli sono utilissime, ma presuppongono una seconda cattura (a volte problematica) dello stesso esemplare per sapere la rotta che ha seguito. Così invece dall’analisi di una piuma possiamo sapere la sua provenienza. Vogliamo studiare a fondo il ruolo delle Alpi, importantissimo punto di transito prima di raggiungere i luoghi di svernamento, dall’Europa del nord fino talvolta al centro e sud Africa. Possiamo allargare lo studio su scala globale, anche in relazione ai cambiamenti climatici. Sapere da dove provengono le specie, osservare se il loro numero ha nel tempo un trend positivo o negativo, ci permette di approfondire i fattori che ne determinano un incremento o un calo»
     
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  5. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione esemplare di Astore   

        
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  6. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione Bellissime foto   

      SPETTACOLARI 
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  7. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione Sule piedi azzurri   

  8. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione I pesticidi uccidono gli uccelli!   

    Fanno venire i tumori all'uomo, è stato provato e riprovato, figuriamoci a chi ci vive nel mezzo !!!
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  9. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione odore diverso   


    Grazie  
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  10. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione nido artigianale   

      
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  11. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione L'uccello più veloce del mondo   

     Non lo conoscevo 
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  12. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione una coppia di carpodaco messicani   

    Interessante.... GRAZIE 
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  13. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione uccelli in natura   

           
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  14. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione I Parrocchetti in Italia   

         
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  15. Giulia ha aggiunto un messaggio nella discussione Buone feste   

    Contraccambio con affetto 
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