Fanello

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Attività di Fanello

  1. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione ibridare   

    Ciao, il Carpodaco Messicano per Canarina Dominante sostengono alcuni Ibridi fertili accoppiati a Canarine, detti F1 al sesso maschile. Gli F 1 tra Carpodaco Messicano e Canarini domestiche si sono ottenuti molte volte in entrambi i sessi e che i maschi Ibridi sono ottimi cantori e fertili.
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  2. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione lucherini testa nera con femmine lucherine nostrane   

     E’ un accoppiamento ERRATO. Anche io allevo lucherini testa nera e vi dico che le femmine sono ottime nutrice non mi spiego perciò questo accoppiamento in cosa consiste.
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  3. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione lucherini testa nera con femmine lucherine nostrane   

    E’ solo tempo perso.
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  4. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione Che semi sono   

    Le Cime di rapa in effetti sono il magazzino di molte sostanze nutritive vitali, contengono alcuni minerali e vitamine 5 volte in più rispetto a quello contenute nelle sue radici. Le Cime sono molto ricche di antiossidanti come la vitamina A, vitamina C, carotenoidi, xanthina e luteina. Inoltre, sono una fonte eccellente di vitamina.
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  5. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione Carpodachi Messicani   

    Tutte le mutazioni del Carpodaco Messicano sono AUTOSOMICHE RECESSIVE. Se vuoi fare dei buoni DILUITI ti consiglio di partire da un buon diluito con un buon ancestrale, chiaramente per il primo anno avrai portatori, poi puoi cominciare a lavorare per fare i puri.
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  6. Fanello ha aggiunto un topic in Allevamento   

    Esami precova delle feci.
     
                                                                                             Esami precova delle feci essenziali per una buona riproduzione!
    Questo articolo è pensato per dare informazioni agli appassionati di allevamento e riproduzione di uccelli ornamentali. Sono informazioni che possono servire sia per chi ha poche coppie sia per chi alleva grandi numeri di uccelli per portare alle gare i suoi soggetti e selezione in maniera professionale. Gli esami precova servono a controllare lo stato di salute, la “temperatura” del proprio allevamento e per mettere in riproduzione dei soggetti perfettamente sani. E’ molto importante che vengano svolti da veterinari con specifica competenza nella specie aviare di interesse. Se gli esami sono svolti correttamente possono dare una moltitudine di informazioni sull'allevamento, sui microrganismi presenti e sui fattori di rischio per i riproduttori e per i pulcini. Che campioni inviare: il campione più utile per la valutazione di un allevamento di uccelli ornamentali (come ad esempio fringillidi, esotici, turdidi, columbiformi, colini, psittacidi, ecc.) sono le deiezioni fresche raccolte in maniera pulita, ovvero inquinate il meno possibile da sementi, piume o altro materiale presente in allevamento.
     
              
     
    Durante l'anno si hanno purtroppo delle perdite di soggetti; è molto utile conservare tutti questi soggetti senza mai buttarli e conferirli al momento in cui si portano le deiezioni. I soggetti possono essere tenuti a temperatura di refrigerazione in un comune congelatore per moltissimo tempo mantenendo la possibilità di essere esaminati tramite necroscopia fornendo molteplici informazioni. Se si hanno soggetti sintomatici (arruffati, con diarrea, che respirano male o con qualunque altro malessere) è utilissimo portarli alla visita. Portare sempre con se una lista scritta di tutti i prodotti che si usano in allevamento per l'alimentazione, le integrazioni nutrizionali, la eventuali cure mediche già eseguite, i prodotti per la disinfezione e pulizia di attrezzature e ambienti. Come raccogliere e conferire i campioni: le feci vanno raccolte lasciando un foglio di carta stagnola sul fondo delle voliere. La carta stagnola è comoda perché non disidrata lo schitto e permette di essere piegata per il trasporto. Non usare carta o cartoncini che essiccano lo schitto e rendono più difficile il suo esame. Possono andare bene anche fogli di plastica o altro materiale non assorbente. Siccome alcuni parassiti hanno emissione intermittente nell’ambiente esterno, per essere più sicuri di ritrovarli nelle feci, è preferibile raccogliere le deiezioni in diverse ore della giornata. Bisogna quindi raccogliere un campione di feci fresche del mattino, del pomeriggio e della notte. Le feci possono poi essere unite ed esaminate tutte insieme. Le feci possono essere raccolte in contenitori di plastica del tipo utilizzato per la raccolta delle urine facilmente reperibili in qualsiasi farmacia; bisogna fare in modo che si raccolgano molte feci fresche e meno inquinante possibile. Nelle voliere campionate devono essere presenti sia soggetti giovani sia vecchi, sia maschi sia femmine. E' possibile fare dei campioni diversi contrassegnati da sigle oppure degli esami cumulativi. Almeno una volta sarebbe molto utile che fosse il veterinario a venire a fare i prelievi in allevamento, per assistere l'allevatore in questa importante fase e per vedere come è strutturato l'allevamento in termini di attrezzature, ambiente, luce, umidità, esposizione delle stanze, ecc. Se il veterinario non ha potuto venire a visitare l'allevamento è molto utile portare alcune foto dell'allevamento fatte anche solo con la macchina digitale o con il cellulare.
     
     
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  7. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione prede vive   

     
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  8. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione prede vive   

    Le tarme buffalo sono di buffalo. Sono 2 tipi di tarme diverse.  Entrambe usate in ORNITOLOGIA. 
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  9. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione prede vive   

     

                                                     Camole del miele
     
     
    Aspettando l'inizio della stagione si provvede alla preparazione degli insetti bolliti e congelati.
    La larva di Galleria mellonella è un bruco che raggiunge una taglia massima di circa 3 cm; come cibo vivo costituisce una vera leccornia per tutti gli animali insettivori grazie la suo gusto dolciastro che gli viene dal miele. Devo dire che i miei tordi sasselli le apprezzano moltissimo .
    Lungo l'arco della loro breve vita da larve, le camole del miele vivono un primo periodo in cui il diametro del corpo è uniforme per tutta la lunghezza. A questo stadio usano le energie per crescere e sono nutrizionalmente più equilibrate, essendo più ricche di proteine e meno di grassi. Chi usa quindi mini camole come cibo per i turdidi non dovrebbe avere alcun problema anche se l'uso è quotidiano (ma che non sia unico) . Viceversa, a partire dalla penultima muta, cominciano ad assumere la loro caratteristica forma a "pera", incamerando l'energia necessaria alla successiva metamorfosi. Quando finisce la fase di accrescimento e cominciano a muoversi alla ricerca di un posto dove imbozzolarsi, sono al massimo della loro capacità nutrizionale... è il momento di "lesinarle" ai nostri riproduttori.
    Il valore nutritivo della camola all'ultimo stadio è infatti elevatissimo, essendo mediamente costituito dal 70% di proteine, 16% di grassi, 10% di acqua e solo 4% di scoria indigeribile. A parità di peso quindi una camola del miele fornisce circa 3 volte le calorie fornite dai grilli e presenta una velocità di assimilazione maggiore. Nella foto in basso la fase di preparazione, valiatura della segatura, per poi passare alla bollitura, asciugatura e insacchettamento e refrigerazione. Benchè normalmente solo la camola sia utilizzata come cibo vivo, la crisalide di questa specie è particolarmente ricca in vitamine e meno grassa, il che suggerisce che, se accettata (è purtroppo quasi immobile) costituirebbe un alimento d'elezione. Anche la farfalla, che ha una taglia di 1,5-2 cm, costituisce un ottimo alimento: dal contenuto calorico decisamente inferiore, grazie ai suoi movimenti rapidi induce l'istinto predatorio anche nei riproduttori più svogliati, e non presenta alcuna controindicazione potendola usare anche quotidianamente "ad libitum".
     
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  10. Fanello ha aggiunto un topic in Discussione tra allevatori sulle malattie dei volatili   

    I pesticidi uccidono gli uccelli!
    I pesticidi uccidono gli uccelli!
    La ricerca scientifica dimostra che i pesticidi non sono "solo" responsabili della moria delle api. I veleni usati in agricoltura uccidono anche gli uccelli che si cibano di semi trattati con neonicotinoidi... L'uso massiccio di pesticidi su scala globale sta decimando intere popolazioni di impollinatori, svolgendo un ruolo nella “sindrome da collasso” delle colonie delle api. Un nuovo studio commissionato dall’American Bird Conservancy ha valutato più in profondità l'impatto dei pesticidi neonicotinoidi sulla catena alimentare e le sue conclusioni sono sconcertanti, dimostrando la stretta correlazione con la moria degli uccelli. Le quasi cento pagine di studio - denominato “L'impatto degli insetticidi più utilizzati del Paese sugli Uccelli” e co-realizzato dal tossicologo ambientale Dr. Pierre Mineau e il manager dell’American Bird Conservancy Pesticides Program, Cynthia Palmer - recensisce duecento studi sugli effetti dei neonicotinoidi e trova che la “persistenza, solubilità, tossicità e mobilità dei pesticidi costituiscono una minaccia unica, in particolare per gli ecosistemi acquatici, dove il deflusso agricolo può causare danni permanenti alle popolazioni acquatiche di invertebrati e di tutti gli organismi che dipendono da loro per il cibo”.
    E mentre la pubblicità si è concentrata sugli effetti di questi pesticidi sistemici su insetti impollinatori come le api e farfalle, il Rapporto sulla conservazione ambientale sostiene che l'Environmental Protection Agency (EPA ) ha semplicemente ignorato le prove di tossicità per gli uccelli e i piccoli mammiferi, creature note per mangiare i semi appena piantati, anche quelli pieni di pesticidi. La relazione afferma: "Di particolare interesse per gli uccelli sono quei composti che vengono utilizzati come trattamento delle sementi, soprattutto imidacloprid, clothianidin, thiamethoxam e acetamiprid che sono assorbiti dalle radici di una pianta e poi circolano in tutta essa. I semi non sono mai interamente coperti dal terreno e ciò li rende facili da trovare per gli uccelli.
    Molte specie hanno, infatti, la capacità di raschiare e scavare per trovare il seme piantato. Il trattamento delle sementi, per definizione, si tradurrà in una situazione di elevata esposizione per gli uccelli. "
    Il rapporto individua l’imidacloprid come altamente tossico per gli uccelli, rilevando che un solo chicco di mais trattato può uccidere piccoli uccelli e far ammalare quelli grandi. Più allarmanti ancora sono i dettagli sugli scarichi agricoli con conseguente contaminazione degli ambienti acquatici, dai fiumi e corsi d'acqua a pozzi d'acqua e le zone umide, importanti oasi per gli uccelli acquatici, spesso circondate da grandi appezzamenti di terreni coltivati. I pesticidi neonicotinoidi, che agiscono sul sistema nervoso centrale, possono persistere nel suolo per fino a due anni e sono altamente solubili in acqua. La contaminazione attraverso il deflusso è inevitabile e proprio gli scienziati dell'EPA hanno ripetutamente messo in guardia rispetto al loro utilizzo.
    Lo studio contiene anche proposte per mitigare una previsione desolante. Tra le raccomandazioni dell’American Bird Conservancy c’è il divieto di utilizzare i neonicotinoidi come trattamento delle sementi e sospendere tutte le domande di neonicotinoidi in attesa della revisione indipendente dell'impatto sugli uccelli, invertebrati acquatici e altri animali selvatici. Come consumatori, continua lo studio, l'acquisto di alimenti biologici è un modo per sostenere gli agricoltori che non utilizzano queste sostanze chimiche.
         
     
     
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  11. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione uccelli in natura   

    Ciao la scelta del partner ha un preciso significato evolutivo: garantire la salute e la sopravvivenza della prole. Tuttavia, non si tratta di andare alla ricerca di un compagno o una compagna sani o fisicamente forti, ma di trovare l'"anima gemella", secondo criteri prettamente soggettivi.
    È quanto emerge da un nuovo studio apparso sulla rivista "PLOS Biology" a firma di Malika Ihle, Bart Kempenaers e Wolfgang Forstmeier del Max-Planck-Institut per l’Ornitologia a Seewiesen, in Germania, condotto su alcuni esemplari di tordi sasselli (Turdus iliacus ).
    I tordi sasselli hanno in comune con gli esseri umani alcuni tratti fondamentali del comportamento legato alla riproduzione: sono monogami, spesso per tutta la vita, e maschi e femmine accudiscono insieme la prole. Inoltre, la femmina sceglie il partner seguendo preferenze individuali: è difficile trovare un maschio che sia conteso da più femmine.
    Utilizzando una popolazione di 160 uccelli, gli autori hanno condotto un esperimento in cui gruppi di 20 femmine di sassello sono state lasciate libere di scegliere il proprio partner tra 20 maschi. Una volta formate le coppie, però, in metà di esse i due membri sono stati separati e isolati con un altro partner, proveniente da un'altra coppia separata. L'altra metà delle coppie è stata lasciata libera di consolidare l'attaccamento.
    Avvenuti gli accoppiamenti, gli autori hanno valutato il comportamento degli uccelli nella fase del corteggiamento e nelle cure parentali, il numero delle uova non fecondate, degli embrioni morti, dei pulcini morti e della prole sopravvissuta.
    Il primo dato emerso è che nelle coppie formate per decisione degli sperimentatori, le femmine sembravano meno sensibili alle avances dei maschi, pur non essendoci differenze nel corteggiamento; inoltre, la frequenza degli accoppiamenti era inferiore e quella dei “tradimenti” superiore.
    I risultati più sorprendenti riguardano però il successo riproduttivo: nelle coppie formate per libera scelta, il numero finale di pulcini sopravvissuti è stato del 37 per cento più elevato che nelle coppie “forzate”. Allo stesso modo, nei nidi delle coppie "libere" le uova non fecondate erano circa un terzo rispetto a quello delle altre coppie, e quello dei pulcini morti dopo la schiusa sensibilmente inferiore. La maggior parte delle morti è avvenuta entro le prime 48 ore dalla nascita, un periodo critico per le cure parentali, durante il quale i maschi delle coppie forzate si sono dimostrati molto meno diligenti nell'adempiere ai loro compiti di accudimento.
    I tordi sasselli dimostrano così di avere una capacità piuttosto raffinata di scelta del “partner giusto”, producendo e cogliendo una serie di stimoli che sfuggono all'osservatore esterno ma sono direttamente collegati alla maggiore probabilità di successo riproduttivo e al maggior impegno paterno nell'accudimento della prole: due fattori che, insieme, costituiscono una garanzia della perpetuazione dei geni.
     
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  12. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione nido artigianale   

        
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  13. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione nido artigianale   

    Ti puoi procurare delle noci di cocco. Le noci vanno tagliate in due semi coppe. Poi togliere il frutto e realizzare dei fori con il trapano con punta di circa 8 mm. Poi con un filo di fin di ferro realizzare gli agganci. All’interno va messa una coppa di corda di cocco, ed il nido è pronto. Ma se si vuole si può costruire il nido con dei rametti di olmo sottili di circa 2 mm. I rametti danno raccolti teneri, e una volta realizzato il nido va lasciato seccare per qualche mese al sole. Così diventa durissimo.
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  14. Fanello ha aggiunto un messaggio nella discussione Sali minerali e vitamine   

     
     
    Se vuoi, li puoi somministrare quotidianamente nel pastoncino o nell'acqua da bere ottimi sono quelle a capsule da aprire e inserire nel pastoncino; oppure un flacoide per litro d'acqua.
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