amante dei pappagalli

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Su amante dei pappagalli

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Attività di amante dei pappagalli

  1. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione tatto   

    Il tatto, è stato sicuramente il meno studiato tra i sensi e perciò è ancora abbastanza sconosciuto. Si sa che alcuni uccelli, ad esempio i limicoli, hanno delle terminazioni nervose sull'estremità del becco che permettono loro di localizzare le prede nel fango. Nei picchi invece le terminazioni nervose si trovano sulla lingua. Una funzione di tipo tattile l'hanno anche le esili filopiume, piume simili a peli, sparse un po'su tutto il corpo . Esse informano l'uccello sulla velocità dell'aria, la direzione del vento e di qualsiasi altro movimento che potrebbe riguardare il volo. Infine alcuni uccelli sono sensibili al campo magnetico terrestre. Il meccanismo con cui il campo magnetico viene percepito non è ancora perfettamente noto, ma potrebbero essere coinvolti depositi di magnetite scoperti nella testa dei piccioni . Senza dimenticare che i piccioni combinano il loro olfatto, assai sviluppato, con la capacità di percepire il campo magnetico terrestre per ritrovare la strada per tornare a casa.
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  2. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione Nuovo utente   

    Benvenuto in questo Forum di AMICI ORNITOFILI 
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  3. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione il gusto   

    Il gusto è il senso meno importante per gli uccelli. La maggior parte degli uccelli possiede da 30 a 70 papille gustative, praticamente niente in confronto alle 9'000 possedute da ogni essere umano. Gli uccelli solitamente non distinguono amaro e dolce, ma riescono a sentire il sale, che è un importante componente della dieta di molte specie. Questa loro mancanza di una fine capacità di gustare il cibo èprobabilmente dovuta al fatto che il cibo viene ingerito velocemente senza essere masticato.
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  4. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione reti ornitologiche   

    Ciao Appassionata della natura. Le reti ornitologiche possono fornire una soluzione immediata, efficiente e discreta per allontanare gli uccelli infestanti da un’area specifica molto grande. 1) La rete può essere adattata a qualsiasi zona interessata dall’infestazione. 2) I volatili saranno costretti a spostarsi altrove. 3) Le reti offrono una protezione a lungo termine, senza nuocere agli uccelli, risparmiando sui costi di pulizia e manutenzione. Bisogna avere sempre Ordine, pulizia e igiene sono molto importanti. Gli uccelli si muovono in stormi e possono raggiungere numeri che si aggirano fino ai 500 esemplari. La loro presenza, tramite le feci, può essere causa di malattie potenzialmente pericolose per gli uomini. I piccioni, ad esempio, possono trasmettere almeno 60 differenti agenti patogeni. Tra le malattie più note si ricorda Tubercolosi, Salmonellosi, Candidosi, Encefalite, Ornitosi e Aspergillosi. Il pericolo può essere sempre presente e “non vedere” non equivale sempre al “non esistere”. I volatili, sono considerati “fauna selvatica” e, in quanto tale, tutelata da una normativa speciale. Per evitare tutti questi problemi la rete ornitologica consente di coprire aree estese in breve tempo con efficienza e discrezione. Il posizionamento delle reti assicura l’allontanamento definitivo dei volatili dalla zona protetta. I piccioni non possono posarsi ove si trovi una rete ornitologica ne tanto meno nidificare e perciò abbandonano il luogo senza riceverne alcun danno. La rete ornitologica è realizzata in polietilene e sono certificate anti incendio come richiedono le normative vigenti. Il dispositivo viene fissato alla struttura dell’edificio da isolare tramite l’utilizzo di ancoraggi in acciaio inox studiati e creati per resistere alla tensione dei cavi che compongono la rete anch’essa in acciaio inox.
     
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  5. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione organetto x cardellina   

    Argomento interessante!
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  6. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione grit   

     E si, più troppo con profonda tristezza, devo dire che è così.
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  7. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione grit   

     Salve Massimo, (Informazioni professionali sul grit) su questo è bene dire che tutte le informazioni sono professionali perché ci AIUTANO A CRESCERE….. Detto questo, vi sono due tipi differenti di grit: quello insolubile e quello solubile. Il grit insolubile è costituito da piccole particelle di silicati, non è digerito dal sistema gastroenterico degli uccelli, permanendo, quindi, a lungo nell’organismo, molto spesso all’interno dello stomaco per tutta la vita del volatile. Data la particolare consistenza esso svolge la funzione di "macina” nel ventricolo degli uccelli, supportando l’opera della muscolatura gastrica e contribuendo significativamente alla digestione di alimenti grossolani altrimenti poco digeribili. In particolare lo stomaco degli uccelli, in assenza di grit, non avrebbe la possibilità di aggredire i semi o insetti interi in quanto il guscio impedirebbe ai succhi gastrici di accedere alla parte edibile del seme o dell'insetto stesso. L’azione di macinatura delle particelle silicee di grit insolubile presenti nello stomaco contribuisce, appunto, allo sfaldamento del guscio (già ammorbidito dopo il transito nel gozzo) permettendo agli enzimi gastrici di penetrare e digerire il seme o insetto. Sperimentalmente è stato evidenziato che la capacità digestiva dei semi in polli a cui veniva offerto del grit era del 10% superiore a quella di polli deprivati di grit. Risultati simili non sono stati mai dimostrati negli uccelli da gabbia. Il grit solubile, invece, è costituito essenzialmente da carbonato di calcio per cui può essere digerito dall’apparato digerente degli uccelli. Il grit solubile è utilizzato soprattutto quale apportatore di calcio per l’organismo, ma svolge una limitata azione di macinatura nello stomaco.
     
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  8. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione un parrocchetto di Derby maschio ed uno parrocchetto dal collare maschio.   

    Bene sono contento...... 
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  9. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione quando gli anellini diventano un problema   

    Solitamente tutti gli uccellini degli allevamenti vengono anellati con un anello metallico a livello del tarso della zampina riportante il codice FOI o FEO e quello dell’allevatore oltre all’anno di nascita del volatile. E tutti gli uccellini anellati corrono il rischio che questa struttura rigida vada a comprimere l’arto. Questo può succedere tutte le volte che la zona tarsica intorno alla quale è posto l’anello si gonfia, ed il rigonfiamento può accadere per svariati motivi, quali possono essere le contusioni, un’ipercheratosi provocata da carenza di vitamina A, piuttosto che da malattie infettive o parassitarie come la rogna delle zampe. Con l’edema si riduce e si perde lo spazio già esiguo tra la cute e l’anello. Quando si verifica la compressione la zampa si gonfia perchè si compromette la vascolarizzazione, essendo impedito il ritorno venoso, quasi l’anellino diventasse un laccio emostatico, col rischio di degenerare in cancrena. La prognosi è solitamente favorevole quando l’episodio si manifesta in modo improvviso e si riesce a risolvere, rimuovendo l’anello, entro un massimo di due giorni. Per rimuovere l’anello è a volte opportuno analgesizzare la parte compromessa dell’arto ed utilizzare piccole tronchesine o strumenti da gioielliere adattati all’uopo dal medico veterinario. Bisogna stare molto attenti a non correre il rischio di spezzare l’ arto dell’ uccellino e a non comprometterlo ulteriormente. Dopo un paio di giorni di compressione ed edema la prognosi tende a divenire sfavorevole per il recupero funzionale dell’ arto, infatti accade che vengano a crearsi rapporti intimi tra l’ anellino ed i tessuti stessi dell’ arto che possono inglobare parzialmente la struttura in metallo rendendo quasi impossibile la sua rimozione. in questi casi è pressocchè inevitabile l’amputazione. Sempre utile e spesso necessaria è la copertura con antibiotici appositi ed antinfiammatori consigliati dal veterinario. Si auspica una modifica nella fabbricazione degli anelli, avendo riscontrato che gli "spigoli vivi" possono creare lacerazioni - abrasioni,con inevitabili conseguenze di possibili infezioni, anche e soprattutto nel momento di inanellamento dei pulli.
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  10. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione ciao   

    Benvenuto in questo Forum di AMICI ORNITOFILI 
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  11. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione per la pre-cova   

    A me risulta che da tempo la maggioranza dei veterinari sconsiglia, qualsiasi trattamento farmacologico preventivo, il cosiddetto trattamento pre-cova, in auge in passato presso la quasi totalità degli allevatori. Gli antibiotici o sulfamidici esercitano la loro azione solo sulla patologia in atto; trascorse un periodo alquanto breve la sostanza viene metabolizzata e cessa qualsiasi effetto sull’organismo; mentre permangono quelli collaterali, quale riduzione della flora batterica, affaticamento dei principali organi, come il fegato ed il rene, oltre all'ulteriore e grave conseguenza derivante dalla "farmaco resistenza", cioé la perdita di efficacia delle molecole che compongono i più comuni antibiotici. Una terapia va somministrata solo dopo opportune indagini di laboratorio, che consentono attraverso l'antibiogramma di scegliere il farmaco al quale è sensibile l'agente patogeno rilevato, la somministrazione di una terapia errata, oltre a non debellare la malattia, aumenta la "farmaco resistenza". Questo il motivo per cui nella moderna conduzione degli allevamenti si é sostituita, al vecchio metodo, la pratica del "controllo pre-cova", che consiste nel richiedere ad un veterinario aviario una visita nei locali, che gli consentirà, attraverso l'osservazione diretta, di constare che i soggetti presentino la normale vivacità, le feci sul fondo delle gabbie abbiano la giusta consistenza e colorazione; a campione prendere in mano alcuni uccelli per osservare il ventre (soffiando sulle piume). Segno negativo porrà essere il fegato debordante dallo sterno, che ne denota l'ingrossamento, anse intestinali visibili in trasparenza alla cute, ecc.
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  12. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione domande   

    La mancata fecondazione delle uova può essere una conseguenza del cattivo assortimento della coppia, dato che possono esservi "simpatie” o "antipatie” dei partner anche tra gli uccelli. Nei passeriformi, come i turdidi, è facile che i maschi raggiungano la forma amorosa più tardivamente delle femmine; per risolvere questo problema si usa generalmente preparare i maschi alla riproduzione fornendo loro degli appositi integratori alimentari. Ovviamente, qualsiasi causa di malessere del maschio riproduttore ne riduce fortemente la capacità riproduttiva.
    Se le uova non si schiudono Può accadere che l’embrione arresti il suo sviluppo e quindi l’uovo non schiuda. Alla base di questo problema ci sono spesso varie cause infettive e la trasmissione può avvenire direttamente in ovaio oppure nel nido successivamente alla deposizione delle uova. Nei turdidi capita spesso che vi sia una mortalità embrionale tardiva (quasi al termine del normale periodo di incubazione) come conseguenza di scarsa umidità all’interno del nido. Per ovviare a questo inconveniente è consigliabile cambiare e tenere sempre pulita l'acqua fornita in modo da stimolare e agevolare il bagno quotidiano , questo assicura una corretta umidità ambientale all'interno del nido. Alcune carenze nutrizionali (come l’ipovitaminosi E) nella coppia riproduttrice possono ugualmente condurre a morte l’embrione, soprattutto verso il termine del periodo d’incubazione. Anche il disturbo della femmina in cova (passaggio continuo di persone, rumori ricorrenti, presenza di topi o acari) determina il suo allontanamento dal nido, il raffreddamento delle uova e la conseguente morte dell’embrione.
    Morte dei nidiacei Le stesse malattie infettive di natura batterica o virale che causano morte degli embrioni possono colpire anche i piccoli nei primi giorni di vita. Nel nido, il nidiaceo può acquisire alcune micosi come la Candidosi (che interessa soprattutto la cavità orale) e l’infezione da Macrorhabdus (micosi dello stomaco ghiandolare). I piccoli affetti da micosi tendono a deperire rapidamente fino alla morte. Anche le infestazioni da acari ematofagi possono essere letali per i nidiacei dato che questi parassiti, nutrendosi del sangue degli sfortunati uccellini, causano una grave anemia.
    Se le uova non si schiudono potrebbero esserci cause infettive più o meno gravi: la trasmissione può avvenire direttamente in ovaio oppure nel nido successivamente alla deposizione delle uova.
    Portatori sani La diffusione di questi agenti patogeni è favorita dalla cattiva igiene della gabbia e dei nidi, dalla cattiva conservazione degli alimenti, dal possibile contatto con uccelli selvatici e dal clima caldo-umido. Dal momento che spesso è la stessa coppia riproduttrice (portatrice sana di germi patogeni) a trasmettere tali infezioni ai neonati è buona regola far controllare lo stato di salute dei volatili prima di metterli in riproduzione.
    Nelle nidiate molto numerose può accadere che l’ultimo nato possa morire perché subisce la competizione dei fratelli più grandi; in questi casi, se possibile, si può pensare di trasferire il più piccolo in nidi meno affollati. I nidiacei in buona salute hanno il piumino vaporoso e mai umido o appiccicato. Se stimolati aprono immediatamente il becco per chiedere l’imbeccata, contrariamente a ciò che farebbe un nidiaceo malato. Il gozzo del piccolo, pieno di alimento, assicura che la femmina lo sta nutrendo regolarmente.
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  13. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione Come colorate i soggetti a fattore rosso?   

    Intanto voglio ringraziare ad Antonio per aver fatto questo sondaggio. Argomento sempre affascinante ed interessante per l'ORNITOLOGIA....... Anc'hio ho dato il mio voto......
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  14. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione sostituire le uova ai canarini   

                                         
                                                                                                      (Foto presa da internet)
    Tranquillo Pippo nessuno sa tutto. Le cose si vedono più chiare con l’ESPERIENZA giorno per giorno…. ogni mattina, entro 4h dalla deposizione bisognerebbe sostituire l'uovo deposto con uno finto, quando la femmina termina la deposizione di tutte le uova si possono rimettere le uova vere e togliere le finte (contare da questo momento 13/17gg per la schiusa). Questa pratica viene fatta per permettere la schiusa nello stesso giorno o al massimo il giorno dopo, se non viene fatto c'è il rischio che i piccoli nascono con troppi giorni di differenza e gli ultimi corrono il rischio di rimanere schiacciati degli altri. Consiglio sempre prima della schiusa di aggiungere un uovo finto assieme a quelle vere, permetterà ai pulli appena nati di appoggiarsi e rimanere leggermente sollevati, evitando eventuali schiacciamenti, l'uovo finto si può rimuovere dopo circa 10 giorni che sono nati. Si consiglia l'uso di una pinza specifica (pochi euro nei negozi o internet) per prendere le uova, evitando di utilizzare le mani in quanto non si ha la percezione della forza e le uova potrebbero rompersi. Con la pinza prendere l'uovo dal nido e riporlo in un contenitore con della ovatta o juta, sconsiglio l'uso dei semi nel contenitore in quanto alcuni di essi sono a punta e potrebbero lesionare l'uovo; il contenitore con le uova conservarlo in luogo al buio e lontano da fonti di calore, le uova possono rimanere non covate anche per circa 10gg, quindi state tranquilli che anche se le trovate fredde non succede nulla. Ogni giorno che poni il nuovo uovo ruotate quelli precedenti. Ricordo di prestare massima attenzione nel maneggiare le uova, all'interno vi è un embrione che dovrà formarsi, se lo centrifugate, girate, scuotete ecc... Non lamentatevi se poi avrete delle morte embrionali o altro......
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  15. amante dei pappagalli ha aggiunto un messaggio nella discussione acqua ossidata   


    Carissima Giulia hai perfettamente ragione. Ma non so cosa dirti........ Se non che è tempo perso..... 
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