appassionata della natura

Members
  • Numero contenuti

    127
  • Iscritto

  • Ultima visita


Reputazione Forum

185 Excellent

1 Seguace



Su appassionata della natura

  • Rank
    Advanced Member

Attività di appassionata della natura

  1. appassionata della natura ha aggiunto un messaggio nella discussione pastone   

    Grazie per tutte le vostre risposte.  Ne farò tesoro….
    • 2
  2. appassionata della natura ha aggiunto un topic in Allevamento   

    pastone
    Che tipo di pastone mi consigliate per gli esotici?
    • 19 risposte
    • 61 visite
  3. appassionata della natura ha aggiunto un messaggio nella discussione MALATTIE BATTERICHE   

    Ringrazio sia per l’aiuto che per la sollecita ed esauriente risposta facendo ii miei complimenti….. 
    • 1
  4. appassionata della natura ha aggiunto un topic in Discussione tra allevatori sulle malattie dei volatili   

    MALATTIE BATTERICHE
    Qualcuno mi sa parlare delle MALATTIE BATTERICHE?
    • 2 risposte
    • 18 visite
  5. appassionata della natura ha aggiunto un messaggio nella discussione 2° CAMPIONATO ITALIANO FEO ONLUS   

    Bravi 
    • 3
  6. appassionata della natura ha aggiunto un messaggio nella discussione Maschi più belli, spermatozoi più forti   

    Ma hai sempre un pensiero negativo e ti focalizzi sul male dell’ornitologia. Ci sono vari modi di interpretare una cosa. Evidentemente sei strano.
    • 0
  7. appassionata della natura ha aggiunto un topic in Genetica   

    Maschi più belli, spermatozoi più forti
    Maschi più belli, spermatozoi più forti.
    Condotto sulle cinciallegre il primo studio sulla correlazione fra i colori del piumaggio e la capacità riproduttiva.
    I maschi di cinciallegra che sfoggiano il piumaggio dai colori più brillanti hanno anche spermatozoi più forti, rivela una ricerca. Il vivace piumaggio dei maschi funziona come una specie di cartellone pubblicitario per "reclamizzare” la superiorità riproduttiva di un determinato individuo alle femmine. Questa pubblicità trova un pubblico particolarmente attento nelle femmine di cinciallegra, dato che riuscire ad accalappiare un maschio provvisto di spermatozoi di alta qualità non è certo uno scherzo. Ciò si deve anche la fatto che i radicali liberi minacciano le cellule spermatiche di molte specie animali, tra cui gli eseri umani. Prodotti dalle cellule sottoposte a stress quali inquinamento ambientale e altri fattori, i radicali liberi sono gruppi di particelle attivate dall'ossigeno in grado di danneggiare gli spermatozoi indebolendone la capacità natatoria. Gli organismi di molti animali producono antiossidanti in grado di combattere i radicali liberi, e fra questi quello del maschio di cinciallegra. Questi uccelli posseggono un antiossidante, un carotenoide, che non solo li protegge dai radicali ma regala alle penne pettorali un bel color giallo acceso. Lo studio mostra che nei maschi con più carotenoide, quindi più colorati, lo sperma riesce meglio a resistere all'assalto dei radicali liberi - e le femine sembrano esserne a conoscenza. Questa ricerca potrebbe trovare alcuni riscontri anche negli esseri umani, dice il direttore dello studio Fabrice Helfenstein, un biologo dell'evoluzione all'Università di Berna, in Svizzera. Ad esempio, si ritiene che i radicali liberi siano una delle principali cause dell'infertilità umana; e alcune ricerche sembrano mostrare che gli uomini particolarmente attraenti posseggano anche spermatozoi più attivi.
    Femmine traditrici. 
    La ricerca ha portato alla luce anche la ragione di un comportamento diffuso fra le femmine di cinciallegra: il "tradimento”. Infatti, poiché le femmine non sempre riescono ad avere il maschio variopinto di loro preferenza, spesso si "accontentano” di un partner meno colorato. Ma continuano a concedersi incontri con un maschio più attraente, e dallo sperma migliore. Nel complesso, lo studio, pubblicato su Ecology letters, inizia a gettare luce su uno dei misteri della zoologia, e cioè la ragione per cui i maschi di molte specie sfoggiano spesso livree più vivaci, nonostante ciò li renda facili bersagli per i predatori.
     


    • 4 risposte
    • 21 visite
  8. appassionata della natura ha aggiunto un topic in Discussione tra allevatori sulle malattie dei volatili   

    che uccelli selvatici monitorare per la sorveglianza del virus
    West Nile: che uccelli selvatici monitorare per la sorveglianza del virus?
    Culex pipiens, la zanzara comune, è il principale vettore del virus West Nile (WNV). Studiare le sue abitudini alimentari è importante per predisporre interventi di prevenzione della diffusione del virus. Dal 2008 anche l’area dell’Italia Nord Orientale è interessata dalla presenza del virus West Nile (WNV), che provoca quella che comunemente viene chiamata febbre del Nilo (West Nile fever) e che può colpire non solo uccelli selvatici e animali domestici, ma anche l’uomo.
    La zanzara comune (Culex pipiens) è il principale vettore del virus: attraverso una puntura può trasmettere il virus da un animale all’altro, uomo compreso. La zanzara per compiere il suo ciclo vitale ha bisogno di nutrirsi di sangue di altri animali, definiti animali-ospite. Per questo negli ultimi anni nelle zone geografiche del Nord-Est si è intensificata l’attività di sorveglianza rivolta sia all’uomo che ad altri animali come gli equini, gli uccelli selvatici e ovviamente le zanzare. Studiare le abitudini alimentari della zanzara è sempre più importante: conoscere quali sono i suoi ospiti preferiti significa avere un quadro più preciso della diffusione del virus, e quindi poter predisporre interventi di prevenzione più efficaci.
    La ricerca IZSVe Un progetto di ricerca condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (RC IZSVE 10/12) ha studiato il modo di intensificare la sorveglianza del virus West Nile attraverso la conoscenza delle abitudini alimentari della zanzara in relazione alla fauna selvatica, in particolar modo agli uccelli. In Veneto infatti non era chiaro quale fosse la specie volatile preferita dalla zanzara, da monitorare come riferimento per la sorveglianza della malattia.
    Lo studio ha valutato: Mappa trappole per West Nile Disease Una ricerca dell’IZSVe ha sottoposto ad analisi molecolari le zanzare catturate con una rete di trappole disposte nel Nord Est Italia. L’obiettivo di comprendere quali fossero le specie volatili preferite dalla zanzara. la preferenza alimentare delle zanzare comuni in 85 siti campione; l’abbondanza degli uccelli in 10 siti campione, caratterizzati sia da presenza che da assenza di circolazione del virus. Grazie a trappole che venivano attivate per una notte ogni 15 giorni, nel periodo che andava da maggio a ottobre, sono state catturate zanzare ingorgate, vale a dire che avevano appena compiuto il pasto di sangue. Queste sono state immediatamente congelate a -20°C e poi sottoposte ad analisi molecolari. Le sequenze ottenute, comparate con quelle di specifici database, hanno permesso l’identificazione degli ospiti.
    Per ottenere un modello di probabilità della presenza delle specie interessate dalla puntura delle zanzare si sono incrociati: dati ambientali relativi a temperatura, piovosità, umidità (ricavati dal CMCC, il Centro Euro-Mediterraneo sul Cambiamento Climatico); informazioni climatiche come altitudine, copertura del suolo e indici medi di vegetazione; informazioni già disponibili da precedenti studi riguardo alla circolazione del virus nelle aree in questione. Risultati Gli ospiti preferiti della zanzara comune Merlo Su 1.400 zanzare catturate, 742 sono state sottoposte ad analisi molecolare. Nel 78% dei casi l’ultimo pasto di sangue era stato un volatile. Il merlo e la gazza sono risultate le due specie preferite. Su quasi 1.400 zanzare catturate della specie Culex pipiens, 742 sono state sottoposte ad analisi molecolare (metodo PCR) e sono state ottenute 568 sequenze con identificazione dell’ospite su cui la zanzara aveva compiuto l’ultimo pasto di sangue. Delle 56 specie diverse riscontrate il 78% erano volatili, mentre il rimanente era composto da mammiferi domestici, roditori, insettivori e rettili. Il risultato più importante è stata l’identificazione delle specie di volatili preferite dalla zanzara comune: il merlo e la gazza sono in cima alla classifica, seguite dalla tortora dal collare e dal passero. La tortora risulta meno preferita, mentre il passero è scelto in modo opportunistico: tuttavia anche questi uccelli possono essere inseriti nell’attività di sorveglianza, in qualità di seconde scelte. Anche il pollo domestico va tenuto in considerazione, confermando la bontà della scelta degli allevamenti aviari come sentinelle per la circolazione di WNV. Piccione e storno sono invece risultati del tutto ignorati. Le aree a maggior rischio nel Nord-Est Un secondo importante risultato è emerso incrociando le informazioni climatiche raccolte in questo lavoro con dati relativi a precedenti studi di sorveglianza. Uno studio del 2012/2013 aveva infatti evidenziato che il virus West Nile era presente in 14 siti, mentre un altro virus molto affine, l’Usutu virus, in ben 29. Inoltre la biodiversità delle zone interessate era significativamente minore nei siti con virus West Nile rispetto ai siti con Usutu virus. Cosa si è ottenuto mettendo insieme questi dati con le nuove informazioni climatiche e ambientali? Mappa probabilità presenza West Nile Disease Veneto Species Distribution Model per WNV: la gradazione cromatica riporta il livello di probabilità con cui può essere trovato WNV nell’area. Grazie alla ricerca, si è capito che l’area più esposta al rischio di circolazione di WNV è la parte sud-occidentale del Veneto. Si è compreso che per conoscere la distribuzione delle specie di volatili selvatici le variabili più significative sono state altitudine e copertura del suolo (anche se alcune specie risultavano particolarmente sensibili ad altre variabili ambientali). Si è quindi capito che l’area più esposta al rischio di circolazione del virus West Nile, sulla base dell’effetto legato alla presenza di volatili selvatici, è una fascia compresa tra il fiume Po e il fiume Adige, nella parte sud-occidentale del Veneto. In ogni caso, tutta la parte pianeggiante della regione risulta essere esposta ad un rischio medio non trascurabile. Anche parte della provincia di Mantova e della Regione Emilia Romagna ai confini con il Veneto risultano interessate da una elevata probabilità di circolazione virale.
    Conclusioni: Il progetto di ricerca IZSVe è stato il primo tentativo italiano di studiare gli ospiti di Culex pipiens associato al censimento degli uccelli selvatici, in modo da definire le reali preferenze di ospite della zanzara in un’area in cui circola il virus West Nile. Lo studio ha individuato il merlo e la gazza come uccelli target per la sorveglianza nei confronti del virus. I mammiferi sono, come atteso, scarsamente rappresentati, compreso l’uomo. Questo in parte spiega la relativa bassa incidenza di WNV nell’uomo, comparando la situazione italiana ad esempio con quella dell’est Europeo o degli USA, in cui sono presenti altri vettori oltre Culex pipiens. La produzione di mappe che permettano di individuare le aree a maggior rischio di circolazione di WNV si è rivelata una metodologia promettente per incrementare l’efficacia dell’attività di sorveglianza e prevenzione della diffusione del virus.
     
    • 0 risposte
    • 20 visite
  9. appassionata della natura ha aggiunto un messaggio nella discussione fotografato da un amico   

    Spettacolare 
    • 1
  10. appassionata della natura ha aggiunto un topic in Discussione tra allevatori sulle malattie dei volatili   

    Il virus Usutu
    Il virus Usutu uccide più merli che mai, non solo in Italia, si sono verificati casi anche in Germania.
    La morte degli uccelli da parte del virus Usutu tropicale continua quest'anno e copre più regioni della Germania. Soprattutto i merli sono interessati. NABU e medicina tropicale chiedono alla popolazione, agli animali malati o morti di riferire e, se possibile, di sottoporsi alle indagini. Già 1.500 segnalazioni di sospetti casi di Usutu sono state ricevute dalla NABU, quasi due terzi di loro solo nel mese di agosto.
    Diffusione e aumento dal 2011 Fin dalla prima apparizione di questo uccello che uccide nel 2011, il virus Usutu, che viene trasmesso dalle zanzare agli uccelli a fine estate, si sta diffondendo sempre più attraverso la Germania. Erano i primi anni regioni solo calore favorita lungo la valle del Reno e influenzato la minore principale, si sviluppa su Nord Reno-Westfalia, a nord e verso la Baviera e uno scoppio separata nel Lipsia e Berlino potrebbe essere stabilito dal 2016, come il NABU riportato in un comunicato , Per la prima volta quest'anno, le regioni intorno a Norimberga e tra Brema e Amburgo sono ovviamente interessate.
    Su richiesta di Naturschutz.ch, la stazione ornitologica di Sempach ha confermato che anche in Svizzera i casi di Usutu sono stati individuati in merli. Chiunque trovi un merlo malato o morto può segnalare la scoperta all'ufficio veterinario dei Wohnkanton. Un ufficio centrale di registrazione per la Svizzera non è stato ancora istituito.
    "I casi riportati finora nel 2018 superano chiaramente le cifre degli anni precedenti, che parlano di un aspetto particolarmente forte e di una diffusione del virus", afferma Lachmann. Dal 2011, gli ornitologi e gli specialisti di medicina tropicale sono stati in grado di scoprire che molti uccelli muoiono quando il virus si verifica per la prima volta in una regione come Norimberga, Brema e Amburgo. Negli anni successivi, il numero di morti diminuisce fino a un livello inferiore. Lachmann: "La calda estate di quest'anno potrebbe aver favorito la diffusione del virus originariamente tropicale."
    Già 174 casi sospetti Al fine di documentare la diffusione effettiva del virus, è importante essere in grado di confermare il numero di casi sospetti in laboratorio. Indagini appropriate sono svolte dall'Istituto Bernhard Nocht di medicina tropicale di Amburgo (BNI) e da alcuni ambulatori veterinari. Il BNI ha già inviato 174 uccelli che potrebbero essere morti del virus Usutu quest'anno. Sono attualmente sotto inchiesta. Vengono eseguiti i primi test di laboratorio del virus.
    Altre specie di uccelli possono essere colpite Le morti di uccelli legate ai virus si verificano durante la stagione delle zanzare da maggio a settembre. Gli uccelli infetti sembrano essere malati, apatici, non fuggono più e di solito muoiono entro pochi giorni. Quasi sempre si tratta di merli che rilevano questa malattia, motivo per cui l'epidemia di Usutu è diventata nota anche come "mortalità dei merli". Tuttavia, altre specie di uccelli sono colpite da questo virus e possono morire da esso. Lachmann: "Sfortunatamente, non puoi né prevenire né curare le infezioni da Usutu. Non resta che approfittare dell'opportunità unica di documentare gli effetti della malattia degli uccelli che è nuova in Germania sugli uccelli selvatici e stimarne le conseguenze. L'obiettivo è quello di Per confrontare e valutare nuove fonti di rischio per le specie di uccelli con altre minacce come i cambiamenti climatici e la perdita di habitat. »Gli uccelli morti dovrebbero essere afferrati solo con guanti protettivi o un sacchetto di plastica capovolto. Secondo lo stato attuale delle conoscenze, non esiste alcun rischio per la salute per i virus Usutu trasmessi da punture di zanzara.
     
     
    • 2 risposte
    • 35 visite
  11. appassionata della natura ha aggiunto un messaggio nella discussione caldo torrido   

    Infinitamente grazie 
    • 1
  12. appassionata della natura ha aggiunto un messaggio nella discussione usignolo   

     
    • 1
  13. appassionata della natura ha aggiunto un messaggio nella discussione Bellissime foto   

    Stupendo! 
    • 1
  14. appassionata della natura ha aggiunto un messaggio nella discussione Il tucano della montagna dal becco nero (Andigena nigrirostris)   

       
    • 0
  15. appassionata della natura ha aggiunto un topic in Altri Volatili   

    caldo torrido
    Ma il caldo torrido, rischia di fare morire per molti uccelli?
    • 3 risposte
    • 33 visite
  • advertisement_alt