Antonio Papania

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Attività di Antonio Papania

  1. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione Vecchio utente ritornato   

    Ciao bentornato tra Noi! Ti ricordo che andando alla pagina indicata trovi i " Birdboard" che potrai inserire nella tua firma ......
    http://forum.feo-italia.it/index.php?/gallery/category/10-qui-trovate-i-birdboard-che-potete-inserire-nella-vostra-firma/
    Inoltre nel sito http://www.feo-italia.it/ potrai trovare notizie e modalità di iscrizione alla Federazione Europea Ornitofili e tutte le tabelle relative ai diametri degli anellini distribuiti dalla FEO.
    Ciao e a presto.
    • 0
  2. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione l’allevamento a mano   

    Ciao bisogna dire che se per esempio un Cardellino viene allevato da una Canarina, lui si considera un Canarino. Imitando voce, canto, preferendo per l’accoppiamento una Canarina simile alla madre adottiva. Mentre con una Cardellina si comporterà come se si trattasse di ibridazione, avendo maggiore difficoltà.
    Però nel caso di soggetto allevato a mano ci troviamo con un soggetto che si considera appartenente al genere umano. Se si vuole accoppiare con un suo simile è necessario farli stare insieme un anno. Ma bisogna dire che le difficoltà di vedere nascere i pulli sono identiche a quelle di un caso di ibridazione. Dalla nascita fino alla prima settimana l’imbecco va fatto ogni ora per 16 volte al giorno, dalle 06:00 alle 22:00. (E’ necessario usare una incubatrice). Successivamente si riduce ogni 2 ore. Dopo 7 giorni basta coprire il pullo con un panno di lana per altri 5 giorni.
    • 8
  3. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione anticorpi trasmessi dai genitori   

    Ciao nei volatili gli anticorpi si trovano nel “latte del gozzo” (nei piccioni) o nella “pappa del gozzo” (nei fringillidi, pappagallini, etc…) dei genitori.   
    Gli anticorpi forniti dalle balie della stessa razza sono poche efficaci, tanto meno se esse appartengono ad altra razza o altra specie.
    • 13
  4. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione alimentati con solo scagliola   

    Quoto Renzo.
    Molte volte sia a Facebook, che in altri posti di internet…. Si dice, che questi uccelletti, non hanno molti esigenze alimentari, basta fornire loro un po’ di grani, un po di pastoncino e campano contenti.
    Quando tutti i profani si invogliano a porre in cova i primi soggetti, incominciamo le delusioni, che finiscono solo con l’acquisizione di una certa esperienza. Fornendo una ALIMENTAZIONE POVERA ed ERRATA, le femmine non depongono le uova, o se le depongono, non schiudono, e così via. E tutti cominciano a parlare di pratiche segrete…….
    Ma credetemi non v’è alcun segreto, ma occorrono delle cognizioni che gli allevatori provetti, quelli che si dedicano da molti anni all’allevamento del Canarini e non solo con successo, hanno acquisito con grandi sacrifici, formandosi tanta esperienza…….
    Ma vi siete mai posti il quesito: DI CHE COSA SI NUTRONO GLI UCCELLI IN LIBERTA’ ALL’INIZIO DELLA PRIMAVERA?
    Se si rifletterebbe su questo quesito, si risolverebbero, per buona parte, il problema e lo completerebbero procurando loro un’alimentazione adeguata, come ho sempre detto. Se osserviamo bene la natura, non tardiamo a costatare che non appena la sorella terra da segni di risveglio e le prime sementi iniziano a germogliare, gli uccelli in genere, de i Passeracei in particolare, si attardano negli orti e nei vari giardini alla ricerca dei germogli di grani non appena fanno capolino.
    Questo perché in primavera , la terra è povera di sementi e quindi gli uccelli sono costretti ad una alimentazione sussidiaria quale per esempio i germogli delle sementi. Madre matura ha fornito agli uccelli l’istinto di procacciarsi, in ogni periodo dell’anno, quegli alimenti di cui il loro fisico sente la carenza. Ecco che in primavera, nell’imminenza delle cove, gli uccelli vanno alla ricerca di un alimento ricco di vitamina E, con grandissimo desiderio istintivo, in questo periodo e durante l’allevamento, ricercano piccole prede vive, ricche di proteine animali, indispensabili per una buona formazione delle uova e per una regolare crescita dei piccoli nel nido. Volendo fare un esempio di Serinus i Serinus serinus si nutre di Rapa e similari, ed erbe prative. Quando ci sono i piccoli vengono alimentati con semi alla stato lattiginoso. Il Serinu citronella in cerca di piante verdi ricche di semi immaturi e piccoli insetti. I piccoli vengono alimentati con piccole prede vive e semi allo stato lattiginoso.
    Buon allevamento.
    • 11
  5. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione Le tecniche di allevamento   

    Come più volte se è DETTO in questo forum, bisogna sempre scegliere i migliori alimenti del commercio.
    Cosi viene compensato dalla salute di tutti i volatili, la loro maggiore produttività, le mancate spese di medicinale, etc…
    Gli alimenti vanno tenuti in un locale diverso da quello dove vivono i volatili. Perché inquinano gli alimenti. Il locale deve essere asciutto, pulito e non ci deve essere modo di poter entrare topi, insetti, etc….. Ogni volta che si acquistano nuovi semi bisogna fare la prova della germinazione.
    Per evitare stress per carenze di spazio devi offrite agli uccelli gabbie e voliere con la maggiore dimensione possibile. Per evitare sempre l’affollamento.
    Certo ci vogliono finestre apribili e chiudibili, per aumentare la luce del locale, isolati e protette da reti anti topi e zanzare.
     
    • 12
  6. Antonio Papania ha aggiunto un topic in Off topic   

    Auguri di buon compleanno a decimo salvatore
    Tantissimi AUGURI a decimo salvatore di buon compleanno da parte di tutto il CDF FEO onlus
    • 2 risposte
    • 269 visite
  7. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione cardellina   

    Salve, diciamo che alla femmina territoriale gli si può mettere il maschio che si vuole, ma nel momento in cui il maschio tende ad andare sul nido, la femmina territoriale non lo fa avvicinare.
    Fa subito capire al maschio che lei non ha bisogno di aiuto, anche se accetta il cibo dal maschio.
    Tante volte si rischia di scambiare come aggressività il fatto che la femmina allontana il maschio ogni volta che si avvicina al nido.
    A mio parere questa è una bella femmina. Una volta deposte le uova è bene separare il maschio con il separè, così siamo sicuri che la femmina alleverà con successo.
    Buon allevamento…..
    • 10
  8. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione CON LA BOCCA ALLEVARE E’ PROTEGGERE…..   

    Credo che la vera essenza della nostra passione, sia quello che ci fa crescere in campo Ornitologico e umano!
    • 11
  9. Antonio Papania ha aggiunto un topic in Psittaciformi   

    CONURO DELLA CAROLINA
    CONURO DELLA CAROLINA
    Di W. T. Greene
    (Traduzione di Marco Giaquinto)
    da: Parrots in Captivity 1885
    Psittacus Carolinensis, Russ.
    ALTRI NOMI: Conurus Carolinensis, GR., LISS., etc.;
    Psittacus luteocapillus, VG.; Psittacus ludovicianus, VG.;
    Aratinga ludoviciana, stph.; Sittaceludovictana, WGL.;
    Centurus Carolinensis, ADB.; Arara Carolinensis, SLB. Et JRD.
    TEDESCO: Der Karolina-Sittich. FRANCESE: Perruche à têteaurore, BUFFON
    Nessun pappagallo abita ad una latitudine così a nord come quello a cui si fa riferimento nel presente articolo, la cui collocazione nella famiglia degli Psittacidi è stata motivo di forti controversie tra gli autori, alcuni dei quali lo classificano fra le Ara, mentre altri fra i Conuri. Probabilmente nessun altro membro della famiglia, fatta eccezione forse del Cenerino e del Pappagallino ondulato, ha avuto così tanta attenzione da parte degli scrittori e può vantare una considerevole letteratura dedicata esclusivamente ad esso.
    Fra gli ornitologi americani, Audubon e Wilson hanno riempito molte pagine delle loro opere con descrizioni di questo uccello ben noto e, nel complesso, comune. Prince Chi. Buonaparte, Wagler e Sir William Jardine non hanno certo trascurato di prestargli attenzione. Bechstein e Buffon, e come loro molti altri, nei loro scritti hanno fornito ampi resoconti su questo pappagallo, per non dimenticare poi il grande Linneo, che lo chiamò Psittacus ludovicianus.
    Jardine dice: “In lunghezza misura circa quattordici pollici (35.5 centimetri); la lunghezza complessiva delle ali ventidue pollici (56 centimetri); mentre il Reverendo J. Wood sostiene che “la lunghezza totale di questa specie è di ventuno pollici (53 centimetri)” – una differenza considerevole. La verità, per quanto approssimativamente possibile, sta nel mezzo dei due estremi.
    L’aspetto del Conuro della Carolina è straordinariamente gradevole: il verde smeraldo acceso della parte superiore del corpo è mitigato dal vivace rosso arancio della fronte e delle guance, mentre il resto della testa e del collo sono di un arancione meno intenso e sulle spalle compaiono delle macchie arancio rossastre mescolate ad altre giallo oro. La parte inferiore del corpo è di un verde-giallastro, la parte più esterna delle penne primarie è verde bluastra che diventa di un giallo acceso alla base. La parte più interna invece si presenta marrone con punti verdi; le penne della coda sono verdi che si colorano di rosso marroncino verso l’attaccatura. Le zampe e le dita sono color carnicino e gli occhi marrone chiaro.
    Non è solo la questione della classificazione della specie a mettere in disaccordo gli autori, ma anche i pregi, o i difetti, della stessa. Audubon osserva: “Il bosco rappresenta il loro habitat ideale, nel quale la sgargiante livrea, l’elegante modo di volare e persino i richiami di questi parrocchetti sono segnali graditi che indicano che le nostre più oscure foreste e le nostre paludi più recondite non sono prive di fascino”.
    “A motivo della sua incapacità di articolare parole e delle sue sgradevoli strilla acute, è di rado tenuto in gabbia”, scrive Selby nella Jardine’s Naturalist’s Library; mentre Wilson esprime il suo verdetto a favore della specie e, in base a risultati effettivamente ottenuti, si pronuncia nei suoi confronti definendola “docile e socievole, che diviene subito perfettamente confidente ed in grado di imitare gli accenti delle persone.”
    Bechstein evidenzia che “le sue strilla sono frequenti; è un pappagallo piuttosto malizioso e non parla; ma compensa bene a questo con la sua bellezza, l’eleganza della forma, i movimenti aggraziati ed il suo forte attaccamento quasi esclusivo nei confronti della sua padrona.”
    “Verso gli esemplari della sua propria specie”, dice Wilson, “dimostra l’attaccamento più forte e se il proprio compagno è in pericolo, volteggia in volo nei dintorni con amorevole compassione.”
    “Quando sono occupati a nutrirsi,” continua lo stesso autore, “si lasciano facilmente avvicinare, e numerosi vengono uccisi con una sola scarica; il lavoro di distruzione, comunque, non si esaurisce in una sola volta, in quanto i sopravvissuti si alzano in volo, girano intorno per qualche minuto ed atterrano di nuovo nello stesso luogo dell’imminente pericolo. Le armi vengono tenute pronte; otto, dieci o anche venti soggetti vengono uccisi ad ogni scarica; gli uccelli rimasti in vita, come se fossero consapevoli della morte dei loro compagni, si precipitano sui loro corpi strillando più forte che mai, ma facendovi ritorno vengono ancora colpiti dalle armi, fino a che solo pochi rimangono in vita, per i quali l’agricoltore non ritiene ne valga la pena consumare ancora altre munizioni.”
    Scrivendo circa mezzo secolo fa, Audubon osserva: “Potevano essere avvistati lungo le acque tributarie dell’Ohio come il grande Kessawa, il Sioto, le sorgenti di Miami, la foce del Mauimee nel punto in cui si incontra con il lago Erie, nei pressi del fiume Illinois, e a volte fino a nordest come il lago Ontario e lungo i distretti a est che segnano i confini tra Virginia e Maryland. Attualmente (circa venticinque anni dopo) sono pochi quelli che si trovano più in alto di Cincinnati, finché non si raggiunge la bocca delle acque dell’Ohio presso la quale si possono osservare i Parrocchetti in numero considerevole. Sarei portato a pensare che lungo il Mississippi non è presente neanche la metà del numero complessivo rispetto a quindici anni fa.”
    Non vi è dubbio che al momento (1883-4) gli stormi sono ancora in ulteriore diminuzione e che ci si deve spostare molto più a sud per trovare questi splendidi uccelli che per gli agricoltori sono considerati distruttivi. Il forte attaccamento nei confronti dei loro compagni li conduce alla loro stessa distruzione, come ci insegna l’esperienza di Wilson. “Avendo sparato per abbatterne un certo numero” afferma, “alcuni vi rimasero solo feriti e l’intero gruppo rimase vicino ai suoi compagni fiaccati, posandosi su un albero basso a una ventina di metri da dove mi trovavo. Ad ogni successiva scarica, benché una pioggia di corpi cadesse al suolo, l’attaccamento dei sopravvissuti sembrava farsi più forte e, dopo pochi giri intorno al luogo, si posavano nuovamente vicino a me, abbassando lo sguardo sui compagni massacrati con una tale dimostrazione di solidarietà e compartecipazione da lasciarmi completamente disarmato.”
    “Non posso fare a meno di rilevare”, continua lo stesso autore, “il rimarchevole contrasto tra l’ elegante modo di volare e la loro andatura goffa e lenta tra i rami. Il loro volo è molto simile a quello del piccione selvatico: si spostano con i corpi racchiusi e compatti, con grande rapidità, emettendo dei richiami forti e fastidiosi che ricordano quelli del Picchio testarossa. A volte volano in linea retta, ma di solito in modo tortuoso, compiendo una grande varietà di volteggi serpeggianti, semplicemente perché amano farlo.
    Sono particolarmente legati ai grandi alberi di sicomoro, alle cavità dei tronchi e ai rami sui quali generalmente si posano; trenta o quaranta, e a volte anche più, possono entrare nella stessa cavità. Qui si stringono vicini ai lati dell’albero, tenendosi fermi con le unghie ed anche con il becco. Sembra amino molto riposarsi e durante il giorno si ritirano spesso nei loro nidi, probabilmente allo scopo di fare un abituale sonnellino. Sono estremamente socievoli e affezionati gli uni agli altri, spesso si lisciano a vicenda le penne del capo e del collo e quando giunge la notte si mettono a dormire sempre il più possibile vicini, preferendo mantenere una posizione perpendicolare grazie all’ausilio del becco e delle unghie.”
    Pochi membri della famiglia dei pappagalli, sono forse così predisposti all’addomesticamento quanto i Parrocchetti della Carolina, a patto che, bisogna dirlo, vengano prelevati dai nidi quando sono piccoli o, almeno, catturati quando sono abbastanza giovani: i soggetti adulti, comunque, riproducono senza problemi in grandi voliere o altri tipi di alloggi provvisti di siti adatti alla nidificazione. “Una coppia”, riferisce Russ, “ha riprodotto in una piccola gabbia, allevando prima tre e poi cinque piccoli.”
    Visto che sono uccelli altamente sociali, sarebbe meglio avere diverse coppie insieme. La difficoltà maggiore è quella di distinguere i sessi; le femmine, comunque, presentano la parte interna delle remiganti primarie di colore nero, e minore presenza di rosso arancio su testa e faccia, al contrario dei maschi in cui tale colorazione è molto più evidente.
    I giovani sono completamente verdi finché non fanno la prima muta, quando la testa e la faccia assumono la colorazione gialla. L’aspetto tipico degli esemplari non ancora maturi, fece supporre che si trattasse di una specie differente, della quale diversi scrittori hanno fatto menzione. Latham ipotizzò che fosse identica al conuro gola bruna (Psittacus pertinax, Auctorum), ma quest’ultima è una specie di dimensioni minori diffusa nell’America Meridionale e Centrale.
    Non appena vengono importati i Conuri della Carolina si dimostrano generalmente molto selvatici, ma con un po’ di accortezza si riesce presto ad addomesticarli ed i loro strilli diventano molto meno frequenti. Come tutti gli Psittacidi, infatti, quando sono allarmati danno libero sfogo alle loro emozioni e, siccome sono timorosi per natura, davanti a nuove situazioni si fanno più irrequieti e le grida che emettono non sono altro che una conseguenza della loro paura.
    Questi pappagalli sono genitori eccellenti, come si potrebbe desumere dall’intenso affetto che dimostrano gli uni gli altri, allevando e nutrendo i loro piccoli con la massima cura e attenzione.
    Vanno alimentati con semi per canarini, miglio, avena, mais e briciole di pane e, se sono in riproduzione, una porzione della miscela di semi dovrebbe essere preparata ammollandola in acqua fredda per qualche ora.
    Parrots in Captivity 1885
     


     

     

     

     

     
     
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    • 72 visite
  10. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione lievito di birra   

    Puoi mettere 7 gr di lievito di birra, per 250 gr di pastoncino.
    • 1
  11. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione lievito di birra   

    Si…. Ma il lievito deve essere usato nella quantità di pastoncino che possa essere consumato in giornata, l’eventualmente restante può essere congelato.
    • 2
  12. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione fanello bianco   

    Salve Anna certo.
    Albinismo essenza congenica più o meno compiuta della pigmentazione cutanea, delle penne o dei peli. L’albinismo si registra negli uomini, negli animali,nelle piante ed è causato, se totale dalla mancanza di FATTORI GENETICI che presiedono alla pigmentazione.
    Si distingue in: A) albinismo leucocroistico o totale, comprende anche le apigmentazione delle pupille degli occhi sei presentano rosse trasparenti, cioè del colore del sangue.
    B) albinismo clorocroistico, o sbiandimento del normale piumaggio che si presenta quasi bianco.
    C) albinismo allocroistico, in cui il piumaggio normale presenta pezzature bianche non uniformi.
    Albino: uomo o animale che a pelle o piume prive di pigmento e perciò bianche, bianchi sin dalla nascita i peli o piume, gli occhi rossicci e mal tolleranti la piena luce del giorno.
     
    • 12
  13. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione razza canarino rosso   

    I fondo chiaro comprendono apparentemente un solo tipo detto LIPOCROMICO.
    Questi LIPOCROMICI, conservano le melanine scure latenti, rivelandole in eventuali macchie del piumaggio, del becco e delle zampe o nel colore degli occhi.
    È meglio conoscere le melanine latenti nei Canarini LIPOCROMICI.
    Questo per poterli correttamente incrociare con i FONDO SCURO, ma per il tipo di melanina latenti oltre a potere influenzare il colore può contribuire in modo determinato a macchiare il becco e le zampe. Infatti, avendo soltanto il TIPO BRONZO il becco e le zampe scure, bisogna evitare nel LIPOCROMICI questo fattore melanico latente.
    Si è notato che in genere i migliori Canarini INTENSI e MOSAICO, sono soggetti che hanno come FATTORE MELANICO latente l’ISABELLA. Naturalmente si possono avere Canarini LIPOCROMICI con i seguenti FATTORI MELANICI: BRONZO; BRUNO; ISABELLA; AGATA.
    Soltanto i maschi possono essere portatori di più di un fattore melanico.
    Vi sono dei soggetti che possono avere latente anche le melanine di tutti e 4 tipi a fondo scuro. Ciò è dovuto al fatto che le melanine dei BRUNI, degli AGATA e degli ISABELLA hanno una trasmissione GENETICA LEGATA AL SESSO.
    Nei canarini a fondo chiaro, la perdita apparente delle malanine ha fatto si che nel loro colore sia rimasto soltanto il LIPOCROMO ARANCIO, formato dal LIPOCROMO ROSSO del Cardinalino mischiato al LIPOCROMO GIALLO del Canarino.
    Nella VARIETA’ ROSSA – ARANCIO, nella composizione dell’arancio ve è una preponderanza di ROSSO per il maggiore apporto del sangue del Cardinalino ripetutamente incrociato con i suoi discendenti. Grave inconveniente di questo tipo è l’avere il sottopiuma BIANCO, ciò smorza il ROSSO – ARANCIO sovrastante. Il ROSSO del Cardinalino ricava brillantezza e splendore dal sottopiuma GRIGIO. I LIPOCROMICI possiedono un grande fascino che nonostante la moda dei TIPI a FONDO SCURO, finiranno di riprendere il sopravvento ed essere preferiti dalla maggioranza degli allevatori.
    • 10
  14. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione razza canarino rosso   

    Salve Anna, BRONZO – DOMINANTE sui BRUNI, AGATA, e ISABELLA. Solo i maschi possono essere portatori del fattore BRUNO o del fattore AGATA. Se hanno latente il fattore ISABELLA sono di conseguenza portatori di tutti e 3 i tipi: BRUNO; AGATA e ISABELLA. BRUNO – LEGATO AL SESSO. Solo i maschi possono essere portatori di ISABELLA. AGATA – LEGATO AL SESSO. Solo i maschi possono essere portatori di ISABELLA. ISABBELLA – LEGATO AL SESSO. Anche i maschi possono essere portatori fattori legati e sono quindi sempre puri.
    Accoppiando Canarini a FONDO SCURO X FONDO CHIARO, in questi entra in gioco il tipo di fattore melanico latente e si otterranno per maggiore parte dei VARIEGATI secondo la genetica dei FONDO SCURO.
    • 11
  15. Antonio Papania ha aggiunto un messaggio nella discussione razza canarino rosso   

    I Canarini dal FATTORE ROSSO possono appartenere alle seguenti varietà:
    A) Rosso arancio; B) Arancio rosso; C) Arancio che dipende dalla maggiore o minore percentuale di sangue ricevuto dal Cardinalino del Venezuela.
    Ogni Varietà a seconda del colore dei suo sottopiuma che può essere BIANCO oppure GRIGIO, di divide in 2 gruppi:
    A) a fondo chiaro; B) a fondo scuro.
    Il fondo chiaro comprendono 4 tipi:
    A) Bronzo; B) Bruno; C) Agata; D) Isabella. Ogni tipo può presentarsi a parità di varietà in 3 aspetti diversi dovuti a caratteristiche di piumaggio e pigmentazione, detta CATEGORIA: Intenso, Brinato e Mosaico. Gli Intensi, così detti proprio per il loro colore intenso, devono questa caratteristica al fatto che le loro piume sono colorate dalla parte mediano fino all’apice.
    I Brinati invece colorata soltanto la parte mediana delle penne, mentre la punta, restando incolore li fa apparire brinati e quindi più pallidi dei precedenti. Queste differenti colorazioni sono state ereditati dal Canarino.
    I Mosaico, su parti del loro corpo incolori o brinati, hanno delle zone, caratteristiche molto intense. A mio parere, questi mosaico sono dei dimorfici, avendo i due sessi caratteristiche di piumaggio diverse, così tali da farli distinguere a prima vista, pur non essendo tali caratteristiche, così nette come nel Cardinalino, dal quale le hanno ereditate.
    È un errore molto diffuso ritenere gli INTENSI di una VARIETA’ più rossi dei BRINATI e dei MOSAICO. Quindi è molto importante riconoscere la CATEGORIA a cui appartengono i Canarini, questo per poter effettuare accoppiamenti esatti. Infatti volendo fare un esempio se accoppiamo 2 intensi fra di loro, si ottiene una produzione difettosa.
    Grazie a te e Salutoni……
    • 11
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