I Parrocchetti in Italia

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Inviato

                                                                                   

 

                                                                                                                              I Parrocchetti in Italia

 

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Alla fine degli anni ’80 in Italia molti mi raccontarono che su gli alberi avevano trovato dimora una comunità di colorati pappagalli che si potevano ammirare la mattina presto e al tramonto. Sembravano delle favole, invece con gli anni mi sono accorto che era tutto vero. Anch’io oggi vedo tanti pappagalli, lo stupore assale alla vista di una nuvola di colore che fa un gran baccano. È uno spettacolo. Un paio di anni fa, una domenica pomeriggio uscii a fare una passeggiata e la mia attenzione fu attratta da un gran vociare di uccelli, rimasi sorpreso nel vedere due pappagalli verdi abbastanza grandi. E mi chiesi era solo una coincidenza oppure erano veramente dei pappagalli? A distanza di un paio di settimane il fenomeno dei pappagallini Italia diventò argomento di conversazione in ogni occasione e molta gente aveva avuto modo di verificare la veridicità di quanto raccontato con stupore da chi, come me, aveva avuto il piacere di imbattersi in una nuvola colorata e strillante di gioiosi uccelli tropicali. Facendo una ricerca, ebbi modo di constatare che la stampa quasi quotidianamente pubblicava articoli sui parrocchetti monaci originari dell’America Latina e sui parrocchetti dal collare originari dell’Asia Minore e dell’Africa del Nord.

Ma come sono arrivati questi splendidi uccelli in Italia e, cosa ancora più difficile, come si sono adattati al nostro ambiente e al nostro clima? Molti uccelli sono stati liberati dall’uomo, così come avviene per molti animali esotici abbandonati che piano piano hanno invaso i nostri spazi verdi in città perché dotati di una grandissima forza di adattamento e una grande propensione all’accoppiamento. Non sono poche le città invase dai pappagalli: Lisbona, Barcellona, New York, Roma, Napoli, Milano, Genova, Cagliari, Bolzano, Palermo, Pavia e Bergamo pullulano di colonie di pappagalli. Vivono in stormi di 40-50 esemplari, e comunque tutti in coppia e si nutrono di bacche, datteri e nespole. Il parrocchetto dal collare (così denominato per le piume più scure che formano una sorta di collana intorno al collo, ben visibile soprattutto nel maschio) è un pochino più grande del parrocchetto monaco: 40 cm. circa il primo, contro i 25-30 cm. del secondo. Entrambe le specie, molto simili, amano rosicchiare ed arrampicarsi dappertutto ed entrambe raggiungono la maturità sessuale intorno ai 2 anni le femmine e intorno ai 3 anni i maschi. Depongono 5-8 uova due volte all’anno di media e alla covata provvede solo la femmina mentre i maschi partecipano attivamente, una volta schiuse le uova, alla cura e alla ricerca del cibo dei piccoli. Sono entrambi uccelli gregari, socievoli e stanziali ma mentre i parrocchetti monaci costruiscono il nido sui rami degli alberi insieme ad altre coppie, i parrocchetti dal collare nidificano nei tronchi degli alberi e finora stanno spodestando dalle città altri volatili, specialmente i picchi e i rapaci notturni ed altri uccelli autoctoni.

 

Può capitare al tramonto o di mattina presto di vedere grandi nuvole verdi che attraversano il cielo facendo un gran frastuono: li riconoscerete subito, sono bellissimi da vedere e ne resterete estasiati ma non dobbiamo dimenticare che, nel tempo, potrebbero costituire un grosso problema da risolvere: se questi uccelli dovessero un giorno emigrare in campagna, porterebbero devastazione e disastri perché farebbero man bassa delle coltivazioni e dei frutteti.

 

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Inviato

9_9     ;)

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Inviato

:x  O.o

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