Contro l’Acaro rosso...

12 risposte in questa discussione

Inviato

Buon giorno vorrei qualche consiglio contro l’Acaro rosso.....

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Inviato

In commercio ci sono prodotti specifici per volatili molto efficaci.

Nei nidi poi aggiungere trucioli di legno, per l'interno nido, aggiungendo capolini di camomilla e foglie tritate di eucalipto (reperibili in erboristeria), gli acari non si fanno vedere.

Ciao e a presto......

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Inviato

;)   Grazie.....  :D

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Inviato

Concordo con Antonio, da alcune persone marchigiane ho saputo anche dell' alloro in foglie,usate nei pollai rurali.Lo proverò secco e fresco in forma preventiva, le uova dell'acaro restano vitali anche 12 mesi e prevenire è meglio che curare

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Inviato

Vorrei sapere qualcosa in più sul'Acaro rosso......

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Inviato

L’ Acaro rosso ( Dermanyssus gallinae ) è un ectoparassita ( parassita esterno ) che dimora di giorno negli ambienti di allevamento, annidandosi in crepe ed anfratti di pavimenti e muri, negli interstizi delle gabbie, nell'incavo dei posatoi, per sortirne di notte e portarsi alla ricerca degli ospiti vertebrati, sui quali si nutre di sangue ( ematofagia ).

Espletata l'azione parassitaria, l'acaro appare in guisa di un puntino rosso ricolmo di sangue, apprezzabile ad occhio nudo ed ancor più, con l'ausilio di una lente da ingrandimento. Per essere attivi, gli acari richiedono un gradiente termico ottimale, compreso tra 18-30 C°.

Le femmine sessualmente mature depongono per 5 / 8 settimane consecutive, da 4 ad 8 uova al giorno, all'interno dei loro usuali rifugi. Nelle condizioni di temperatura ed umidità più favorevoli, dalle uova schiudono entro due giorni le larve che, non sono subito in grado di nutrirsi parassitariamente. Esse vanno incontro a tre mute che portano all'acaro adulto, dopo due stadi ninfali. Tutto il ciclo evolutivo richiede un tempo minimo di 7 gg.; molto di più con una temperatura non ottimale.

Il parassita è in grado di sopravvivere nell'ambiente, in assenza degli ospiti naturali, resistendo a lunghi periodi di digiuno (anche per più di un anno).

L'azione patogena dell'Acaro rosso risiede essenzialmente nella sua attività anemizzante e debilitante, in particolare per i pullus di pochi giorni. Inoltre esso può potenzialmente fungere da vettore di virus e batteri.

La sua presenza in aviario, viene proficuamente accertata ispezionando accuratamente l'interno dei posatoi , nidi compiendo delle visite notturne, con l'ausilio di una torcia che illumini gabbie, pareti ed infrastrutture. Molto utile si rivela l'accorgimento di disporre alla sera, dei panni o fogli di carta bianchi sulle gabbie, ispezionandoli il mattino seguente di buon'ora.

In genere, se l'allevamento presenta una importante infestazione da Acaro rosso, è facile osservare i parassiti ingorgati di sangue e di colore rosso scuro, sulle superfici bianche di carta e tessuto.

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Inviato

Grazie......

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Inviato

Come faccio a distruggere gli acari?

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Inviato (modificato)

Combattere gli acari è difficile ma non impossibile. Sentiamo spesso gli allevatori rincorrere la “molecola giusta”, quella che risolve e che non lascia scampo agli acari, ma la realtà non è così semplice. Nella lotta agli acari abbiamo già molecole molto efficaci anche tra farmaci relativamente datati e a libera vendita nei negozi di prodotti per animali. Il problema non è il farmaco ma come e quando e per quanto tempo viene utilizzato! I farmaci funzionano ma vanno usati nella giusta maniera! La lotta agli acari passa attraverso due fasi importantissime: l’eliminazione dei parassiti dagli animali e sopratutto dall’ambiente nel quale vivono gli uccelli. Eliminare gli acari dai soli animali può essere sufficiente in caso di acari che passano tutta la vita sugli ospiti come ad esempio nel caso degli acari respiratori, degli acari rogna e nel caso di alcuni mallofagi. È invece assolutamente insufficiente nel caso degli acari che resistono bene nell’ambiente, come ad esempio per gli acari ematofagi (acaro rosso) ed alcuni mallofagi. In questi due ultimi casi dobbiamo sempre associare una lotta ambientale ai trattamenti diretti sugli animali. Alto concetto molto importante è che i farmaci a nostra disposizione sono molto efficaci sui parassiti adulti ma non hanno nessuna azione nei confronti delle uova del parassita. Ecco perché l’allevatore ha la sensazione che appena fatto il trattamento gli animali sembrano stare meglio ma dopo 10-15 giorni il problema di ripresenta. È normale se ci si limita ad un solo trattamento! Dobbiamo aspettarcelo e prevenire questo fenomeno! Sono le uova che sono rimaste dal precedente trattamento che si sviluppano e diventano adulti infestanti e danno la sensazione di impotenza a chi dopo pochi giorni vede l’allevamento ancora pieno di bestioline che corrono. Quindi sulla scorta di questa informazione il trattamento sia sugli animali che ambientale andrà ripetuto con cadenza diverse secondo il periodo dell’anno (temperatura) e prescrizione veterinaria ma che si aggira circa su un tempistica di 7/15 giorni per almeno 3 volte.

Modificato da Fanello

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Inviato

Ma per prevenire gli acari?

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Inviato

Qualsiasi trattamento andrà svolto su consiglio e sotto controllo del veterinario, ma per prima cosa è necessario porre attenzione alla prevenzione. Eseguire di prassi la quarantena per gli uccelli appena acquistati o di rientro dalle mostre e studiare gli allevamenti in modo da ridurre la possibilità che gli acari trovino facili ripari. Tutto l’allevamento dovrà essere essenziale e facilmente pulibile e disinfettabile, costruito con materiali non porosi (sconsigliabili le strutture in legno, da preferire quelle in muratura o metalliche o plastiche) e con gabbie siano staccate di almeno 5 cm dai muri. Sono sempre preferibili i posatoi pieni (di legno o materiale plastico) che possono essere disinfettati una volta alla settimana lasciandoli una notte in acqua e ipoclorito di sodio. Di fondamentale importanza sono le reti antipassero e le zanzariere da porre sulle aperture dell’allevamento (bocchette di ventilazione, finestre, porte), al fine di ridurre il rischio di ingresso di uccelli o altri animali selvatici. L’igiene e la pulizia dell’allevamento dovranno sempre essere molto curate, in tal modo si potranno prevenire le infestazioni da acari con ciclo ambientale e ci si potrà accorgere immediatamente della loro eventuale presenza, evitando che la situazione degeneri in una infestazione massiva. Non disinfettare o fare trattamenti “sullo sporco”! Per prima cosa usare “olio di gomito” ed una aspirapolvere potente per rimuovere dall’allevamento la sporcizia più grossolana e solo dopo aver tolto polvere, penne, semi caduti al suolo, ecc. fare trattamenti mirati. Una buona prevenzione si basa anche su trattamenti antiparassitari periodici, da eseguire su tutti i soggetti ove vi sia il rischio di contagio, o sui soli soggetti appena acquistati o di rientro da mostre o fiere. Almeno due volte all’anno andrebbero trattati con specifico prodotto antiparassitario ambientale tutte le strutture dell’aviario e le pareti dopo aver allontanato gli animali. Segnaliamo che oltre ai classici prodotti da spruzzare sono poco utilizzate ma molto utili le bombolette a rilascio totale di principio attivo per trattare ambienti difficili. Sono dei trattamenti venduti sotto forma di bomboletta che una volta azionata si svuota completamente e sotto forma di gas antiparassitario si insinua in ogni pertugio della stanza. Il trattamento è tossico per persone e animali e va fatto solo in stanze chiuse ermeticamente e senza uccelli e seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate dal produttore. Per il trattamento degli acari esterni esistono prodotti a base di Fipronil, Imidacloprid, Selamectina o Moxidectina realizzati per cani e gatti, ma applicabili anche sugli uccelli se opportunamente dosati. Questi prodotti hanno una durata d’azione nettamente maggiore rispetto alla Ivermectina, quantificabile per alcune molecole in circa 20-30 giorni. Tutte queste molecole non sono state studiate in maniera specifica per le specie in questione ed il loro utilizzo si basa sulla pratica clinica e sull’estrapolazione di esperienze di campo. Vanno quindi sempre fatte delle prove su pochi soggetti prima di trattare tutto l’effettivo e anche in questo modo non è possibile escludere possibili effetti collaterale derivanti dall’utilizzo di molecole non registrate in queste specie animali. Per la disinfestazione ambientale vengono impiegati prodotti a base di Piretroidi od Organofosforici e Carbamati da utilizzare per la disinfestazione dell’allevamento previa rimozione degli animali dall’aviario. L’operatore deve proteggersi con mascherina e guanti e non deve entrare in contatto con gli insetticidi. Queste disinfestazioni possono essere effettuate annualmente o in caso di infestazione manifesta. Un piccolo appunto va fatto sui nidi, dove si possono applicare delle soluzioni spray di Fipronil che se spruzzate al di sotto del nido permettono di controllare gli acari senza toccare i nidiacei sfruttando i vapori del prodotto. I nidiacei non vanno mai trattati direttamente ed i prodotti antiparassitari vanno applicati dopo i 2 mesi di vita nei piccoli uccelli ornamentali. Attraverso l’utilizzo di questi prodotti associati si ottengono in genere ottimi risultati debellando i parassiti ma, come speso accade, anche in questo caso la diagnosi precoce è molto utile per poter intervenire presto, su infezioni di piccola entità e facilmente gestibili senza sforzi esagerati. Anche con gli acari quindi prevenire è meglio che curare!

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Inviato

ok….. proverò. Grazie per i consigli.

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