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ACCOPPIAMENTI dei Canarini

Canarini di forma e posizione lisci, canarini di forma e posizione arricciati, canarini di colore.

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Marco
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Iscritto il: lun ago 02, 2021 9:06 am

ACCOPPIAMENTI dei Canarini

Messaggio da Marco »

Scusate la domanda ma volevo sapere cose ne pensate dell’ACCOPPIAMENTI dei Canarini


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Haemorhous Mexicanus
Messaggi: 137
Iscritto il: lun mag 24, 2021 9:25 pm

Re: ACCOPPIAMENTI dei Canarini

Messaggio da Haemorhous Mexicanus »

• Parlando di accoppiamento per tanti appassionati il tutto si può risolvere mettendo un canarino maschio e una canarina femmina e non solo canarini nella stessa gabbia. Questo è il metodo più semplice e antico, ma non è certamente il più indicato per un allevatore che vuole cercare di capire l'evoluzione del Canarino Domestico e altri uccelli.
In questo scritto cercherò di esporre soprattutto le mie conoscenze che per tanti saranno ovvie, ma sono certo che per altri saranno ostiche e non comprese.
Da esperienze di allevamento a mio avviso è la femmina a condurre il menage famigliare, quindi in questo periodo devo darle le maggiori attenzioni, mentre il maschio solitamente ha solo compiti marginali.
Nel periodo da voi piu’ indicato in base come allevate, per la mia esperienza posso dire che separo i maschi dalle femmine e li sistemo in voliere diverse con alimentazione idonea al periodo e con la sola luce solare che determina il buon procedere della muta.
A Natale circa, do inizio alla preparazione con un'alimentazione più proteica e Fotoperiodo crescente fino a 14 ore di luce, ma con meno intensità nel reparto delle femmine, onde cercare di evitare lo spiacevole spiumamento.
Ciò anticipa la forma fisica, e verso la fine di Febbraio già sono pronti per l'accoppiamento.
Preparo le gabbie da cova ben pulite e numerate, con separé in rete, con doppia mangiatoia, doppio beverino doppio porta pastone, porta grit ed anche un porta nido, io lo preferisco interno, con cestino in vimini e solo juta a disposizione, ciò lo rende traspirante, (condizione molto importante per il buon esito della cova)
Prendo le femmine una a una preferendo le migliori, e dopo un'attenta analisi fisica, dello Standard e del piumaggio, gli creo una sua scheda di appunti, quindi eseguo un trattamento antiparassitario e la immetto nella gabbia da cova.
Le cerco un compagno che presumo idoneo fra quelli che ho a disposizione, e lo metto nella gabbia predisposta con separé in rete, in modo che si conoscano senza poter azzuffarsi.
Faccio questo perché la femmina potrebbe essere innamorata del canto o del richiamo di un un'altro maschio e potrebbe rifiutare il corteggiamento di quello che le ho assegnato.
Non appena avranno trovato un'intesa la femmina si farà imbeccare attraverso la rete e a quel punto inizierà a costruire il nido.
Se la costruzione procede spedita, è bene liberare il maschio, altrimenti conviene aspettare perché potrebbe stressarla con continue rincorse cercando la copula.
Il continuo bisticcio potrebbe protrarsi anche per giorni, tanto da trascurare l'alimentazione, ciò può debilitare lo sviluppo del delicato apparato riproduttivo e anche per questo generare uova non feconde.
È sbagliato incolpare sempre il maschio quando le uova sono chiare, a volte è la femmina che non permette la fecondazione poiché i suoi ormoni non glielo consentono, o per qualche impercettibile patologia in corso.
Quando inizia la deposizione, tolgo le uova e le sostituisco con quelle finte, fino al 4°e se questo è di colore diverso, il che vuol dire essere l'ultimo della nidiata, le rimetto tutte nel nido e prendo nota che la femmina inizia la cova.
Il giorno dopo mi accerto che sia chioccia e inserisco il separé in rete affinché il maschio non la opprima, a volte maschi troppo focosi distruggono anche il nido.
Naturalmente la imbecca attraverso la rete questo fa sì che esca dal nido per nutrirsi e defecare, e dà modo alle uova di ossigenarsi.
Al 4/5° giorno di cova eseguo la speratura e se ci sono uova chiare le tolgo, di modo che la femmina accudisca solo quelle feconde.
Alla schiusa controllo il nido, inserisco un uovo finto che può essere di appoggio sia per la madre quanto per i pulli, e annoto la schiusa nella scheda.
Senza il condizionamento del maschio, la mamma alleva in assoluta tranquillità la sua nidiata.
Poiché i soggetti si sviluppano in tempi diversi, al 6/7°giorno circa, o quando lo ritengo opportuno, intervengo per anellarli, e li registro nella scheda della madre .
Quindi appoggio il nido al separé in modo che il maschio conosca i piccoli.
Dopo il 15°giorno circa la femmina potrebbe avere nuovi stimoli amorosi e sfogarli spennando i piccoli, perciò inserisco un nuovo portanido con il materiale occorrente e tolgo il separé, il maschio controlla tutti e subito cerca la copula, che può avvenire oppure no.
Nei giorni successivi la femmina costruirà il nido, accetterà la copula e piano piano lascerà i piccoli alla tutela del padre e inizierà la nuova deposizione.
In questo periodo occorre fare attenzione il mattino e cercare di raccogliere le uova appena deposte, poiché i piccoli potrebbero imbrattarle di feci e con movimenti goffi bucarle.
Quando la femmina ha terminato la deposizione, rimetto le uova nel nido, inserisco il separé lasciandola da sola, mentre il maschio resterà con i piccoli e a questo punto volendo si possono già trasferire in una più spaziosa volieretta, sempre con la tutela del maschio. Il metodo a coppia fissa è meno impegnativo per l'allevatore e permette di avere anche tre covate in una stagione, senza stressare eccessivamente i riproduttori, ed avere quindi tanti fratelli con lo stesso patrimonio genetico.
Non ricordo quando ho adottato quest'accoppiamento, so per certo che a quel tempo la dottrina Ornitologica prevedeva solo la coppia fissa, ma durante una stagione cove, mi è mancato un maschio e ho pensato di rimediare, togliendo il compagno ad una femmina e passarlo per alcuni giorni ad altra femmina.
Da allora ascoltando i consigli di amici allevatori ho cercato di affinare la tecnica.
In questo periodo osservo molto il loro comportamento e cerco di capire quali sono i bisogni, orientandoli al mio metodo, questo mi facilita l'accudimento.
È da premettere che ogni soggetto ha un suo comportamento che l'imprinting gli ha trasmesso.
Quello della femmina è ereditato dalla madre, fra i negativi più frequenti ricordo: nido mal fatto, cattiva nutrice, spenna i piccoli.
Lo stesso vale per il maschio, solo se è stato imbeccato dal padre, sarà un un'ottimo imbeccatore per i piccoli, al contrario difficilmente lo sarà. È bene riportare questi particolari nella scheda del soggetto poiché oltre allo Standard, sono parte integrante nella selezione di un ceppo.
Come descritto in precedenza, quando la femmina UNO inizia la cova, metto il separé, il giorno dopo mi accetto che sia chioccia, tolgo il maschio dalla gabbia e lo metto in quella della femmina DUE seguo la procedura con separé inserito affinché si conoscano e si ripeta la situazione della coppia classica.
Dopo la deposizione della DUE, il maschio tornerà con la femmina UNO, che a quel punto avrà i piccoli già anellati e dopo alcuni giorni sarà tempo di togliere il separé.
Non è bene indugiare oltre il 15° giorno ritenendo i pulli ancora giovani, poiché la femmina avrà i suoi stimoli e cercando con irrequietezza la copula, potrebbe spennarli, e ridurre le imbeccate.
Se invece saranno grandicelli e si affacciano al nido, il maschio non andrà a imbeccarli, anzi potrebbe attaccarli come rivali, specialmente se maschietti.
Se succede questo, i piccoli subiranno un un'arresto di crescita e saranno sensibili a Colibacilli e Coccidi, e se debilitati, continueranno a inseguire la madre con pigolio continuo, ma difficilmente questa li imbecchera'.
È da considerare che ogni specie animale mette in atto la selezione naturale, nutrendo solo la prole forte e lasciando perire i deboli, e questo nei canarini lo constatiamo già alla schiusa, allorché la madre nega loro il cibo.
Quando il maschio è un buon imbeccatore, si prende cura dei pulli e li porta allo svezzamento.
Quindi passerà alla femmina numero DUE, e si ripeterà.
La coppia volante richiede un po' più di attenzione da parte dell'allevatore, ma può dare anche buone soddisfazioni. Il grande vantaggio di questo accoppiamento viene dal fatto che si avranno figli di uno stesso padre, ma di madri diverse, perciò il Patrimonio Genetico sarà uguale solo al 50%, e procedendo al reincrocio tra fratellastri, si potrà tornare al patrimonio paterno, questo darà modo anche di testare la Zigosi dei soggetti.
Tutto può procedere bene se le femmine sono solo due, e lavorano a tempo intercalato, questo diventa più improbabile se sono tre o più, oppure se sono tutte in estro negli stessi giorni e in particolare nelle cove successive alla prima, quando il maschio dovrebbe allevare i piccoli.
Per evitare tale situazione difficile, conviene allora adottare il metodo del MASCHIO AL SALTO.
Per la riuscita di tale formula occorre che la femmina abbia ottima forma fisica, poiché la minima crisi metterà a repentaglio la cova, e il maschio viva in una gabbia sua, dove mangiare e cantare a volontà, ma non deve avere contatti con pulli o femmine, questo per non alterare il suo stato ormonale.
Come per la coppia classica aspetto che la femmina costruisca il nido e seguendo le fasi, controllo lo stato di maturazione sessuale della stessa, e quando ritengo il momento ideale, inserisco il maschio.
È preferibile l'alba, o comunque appena sì accende la luce, oppure il crepuscolo serale poiché sembrano essere i momenti più propizi per la fecondazione.
Devo accertarmi che avvenga la copula integra, a volte può essere nulla poiché interrotta per vari motivi.
Solo se il maschio cantando a squarciagola copre la femmina e dopo alcuni secondi cade stremato sul fianco e la femmina lo aggredisce beccandolo, in quella copula è avvenuta la inseminazione.
Aspetto qualche secondo per capire i loro istinti, dopo di che prima che si bisticcino o amoreggino metto il maschio nella sua gabbia.
Teoricamente una sola inseminazione feconda tutte le uova, comunque per averne più certezza ripeto l'operazione anche il giorno successivo.
La femmina resta da sola e dopo qualche giorno deporrà le uova, poi le covera' e alla schiusa allevera' i piccoli fino al 15°giorno di vita, nel quale dovrò visionare il suo ventre per capire lo stato di forma ormonale.
Onde evitare lo spennamento dei piccoli, inserisco un nuovo nido con relativo materiale e controllo il procedere della costruzione, quando lo ritengo inserisco il maschio, mi accerto che avvenga la copula e subito lo tolgo, per ripetere l'operazione il giorno seguente.
La femmina si preparerà a deporre e rallenterà le imbeccate ai piccoli ma li accompagnera' alla mangiatoia che ho appositamente appoggiato sulla griglia, poiché quando scendono dal nido amano becchettare a terra.
Finita la deposizione la femmina inizia la cova, inserisco allora il separé in rete lasciandola da sola, potrà così di tanto in tanto scendere a imbeccare i piccoli.
Può succedere che qualcuno non abbia ancora imparato a nutrirsi, a volte il fratello più maturo imbecca il più piccolo, se ciò non basta, tolgo dalla gabbia il separé ed il nido con le uova, in questo modo la madre imbecca i pigolanti.
Tale operazione la ripeto il mattino, il pomeriggio, e la sera e può durare circa una decina di minuti, dopo di che rimetto tutto al suo posto e lei torna a covare.
Ai 28 / 30 giorni saranno autonomi.
Adottando questo metodo, un maschio può fecondare anche oltre dieci femmine.
Mentre alla femmina non non si può chiedere più di due nidiate poiché affaticata.
Questo metodo è impegnativo anche per l'allevatore, che dovrà risolvere tutte le situazioni che si presenteranno poiché gli animali sono istintivi.
Con questa formula in poche stagioni si potrà ottenere un ceppo omogeneo e senza timori per la consanguineità.
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Marco
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Re: ACCOPPIAMENTI dei Canarini

Messaggio da Marco »

Grazie gentilissimoooooo
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