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Bianco dominante e il bianco recessivo

Qui si parla del grande mistero della genetica.

Moderatori: Ondulato, Mario.dg83, Antonio P., GiuseppeMicali

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Piero
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Iscritto il: gio mar 18, 2021 12:16 pm

Bianco dominante e il bianco recessivo

Messaggio da Piero »

Parliamo del bianco dominante ed il bianco recessivo?


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Toto23
Messaggi: 29
Iscritto il: mar mag 11, 2021 10:08 pm

Re: Bianco dominante e il bianco recessivo

Messaggio da Toto23 »

Allora guarda cosa o trovato. Sono il frutto di mutazioni che hanno interessato coppie alleliche diverse geni diversi entrambe autosomiche non legate al sesso, probabilmente collocate su cromosomi diversi visto che i due caratteri si ricombinano bene. A lungo il bianco dominante è stato detto anche bianco soffuso per la permanenza di soffusioni di carotenoidi, definizione corretta che mi spiace sia stata abbandonata. Come dice il nome il bianco dominante è appunto dominante, ma non solo, è anche letale ed è dotato di un corredo di geni modificatori, è quindi dato da un gene maggiore, mentre il bianco recessivo è ovviamente recessivo a penetranza completa ed espressività costante. Le due mutazioni agiscono entrambe sui carotenoidi; il bianco dominante li inibisce in gran parte, ed in misura diversa fra un individuo e l’altro, mentre il bianco recessivo li inibisce sempre totalmente. Va ricordato che letale significa che il soggetto omozigote non sopravvive. In effetti il bianco dominante omozigote muore dentro il guscio e non vede la luce. I bianchi recessivi, invece, sono tutti vitali.Un ulteriore aspetto è che il bianco dominante agisce solo sui carotenoidi del piumaggio; infatti la pelle rimane pigmentata normalmente, mentre il bianco recessivo agisce anche sui carotenoidi dell’epidermide che diventa violacea per il sangue in trasparenza. Si può forse parlare di una modesta pleiotropia del bianco recessivo, per l’azione duplice. La pleiotropia è la capacità di un gene di produrre più caratteri. Queste ultime descrizioni sulle conseguenze nella pelle, appaiono bene nei lipocromici, ma sono meno evidenti nei melaninici, specialmente se neri, per la presenza di eumelanina nella pelle stessa. L’espressione massima del bianco dominante fa si che le tracce di carotenoidi siano limitate a soffusioni sulle ali, precisamente nella parte esterna delle remiganti primarie. Soggetti difettosi presentano soffusioni anche in altre parti spesso: timoniere, ciliari, cosiddette spalline, ma talora anche altro. L’unica zona che è sempre bianca è il codione. Quest’ultimo è un aspetto strano, visto che il codione è tipica zona di elezione dei carotenoidi; anche in considerazione che ciliari e spalline, le altre zone di elezione, nei soggetti difettosi, spesso sono interessate da carotenoidi. Evidentemente c’è un meccanismo non noto che consente sempre l’espressione massima del bianco dominante nel codione. Bianchi dominanti molto difettosi possono confondersi con del mosaico, quindi bisogna fare menzione al codione, che a differenza dei mosaico è sempre bianco. La selezione dei bianchi recessivi non richiede nulla di particolare a livello di varietà bianco essendo ad espressività costante e si curano le voci morfologiche. In passato si segnalavano debolezze ora assenti. Non si sa se sia stato un arrangiamento del genoma che diventa più resistente alla mutazione, oppure che ci fossero delle esagerazioni, magari indotte da una iniziale debolezza per consanguineità. Spesso si consigliava l’accoppiamento con portatori, che oggi pare non necessario, anche se non certo sconsigliabile. Semmai con portatori adatti per ottima morfologia. Ovviamente da due bianchi recessivi si ottengono solo bianchi recessivi, mentre accoppiando bianco recessivo x portatore si ottiene la metà di bianchi recessivi e la metà di portatori. Nel prosieguo valgono le leggi mendeliane. L’importante è curare al massimo: piumaggio, forma e portamento in una parola la morfologia. Molto importante la testa, che speso fa la differenza. Deve essere ben rotonda con occhi ben centrati. Se la testa è ottima di solito è ottimo anche il resto, mentre spesso in un ottimo contesto è problematica la testa, poiché difettosa: piccola o non ben rotonda. Si badi sempre di accoppiare intenso x binato, vedremo meglio in seguito. Nei bianchi lipocromici specialmente recessivi, la selezione a favore della morfologia li ha fatti diventare quasi un’altra razza, per le forme più arrotondate. Nei bianchi dominanti invece occorre una selezione accurata anche a favore della varietà; si scelgono ovviamente i bianchi migliori, vale a dire bianchissimi con soffusioni ben visibili alle remiganti primarie, ma non basta; infatti i consorti gialli devono derivare da ottimi bianchi dominanti per avere le massime probabilità di avere il maggior numero possibile di geni modificatori. I geni modificatori non hanno alcun effetto sul giallo e quindi la selezione è abbastanza aleatoria. Si guarda la qualità degli ascendenti bianchi e soprattutto dei fratelli bianchi per avere le massime buone probabilità di incappare in gialli predisposti. Se il giallo è ben dotato di geni modificatori avremo ottimi bianchi dominanti, altrimenti avremo difetti più o meno accentuati a livello di soffusioni eccessive. Alcuni pensano di utilizzare gialli deboli come espressione di giallo, ma questo non solo non è di alcuna utilità, ma si rischia di indebolire le soffusioni rendendole poco visibili. Si possono invece accoppiare bianchi dominanti fra di loro, per avere l’evidenza di ciò che si usa, questo è possibile, nonostante la letalità della mutazione; certo il 25% degli embrioni va perduto, ma il resto della prole può essere ottimo, poiché si ottengono 25% di pigmentati di regola gialli e 50% di bianchi dominanti. Attenzione che le percentuali sulla sola prole viva saranno di 2/3 due terzi bianchi dominanti ed un 1/3 un terzo pigmentati. Ovviamente dall’accoppiamento bianco dominante per giallo nascono metà bianchi dominanti e metà gialli. Ricordo che lo standard vuole soffusioni giallo limone, pertanto sono i gialli limone, imparentati ai bianchi dominanti ottimi, che devono essere usati come consorti. Tornando al bianco recessivo, si sono usati portatori di ottima morfologia senza curarsi di tutto il resto. La conseguenza è che un bianco recessivo può nascondere di tutto: limone, dorato, arancio, avorio, bianco dominante ed altro. L’inserimento di un bianco recessivo in un ceppo può rovinare varietà e categoria, appunto perché può uscire di tutto. Non sorprenda che il bianco recessivo nasconda qualcosa; infatti il bianco recessivo, non distrugge, ma inibisce soltanto i carotenoidi. Vale a dire che i carotenoidi sono come bloccati, ma geneticamente presenti e riappaiono nei pigmentati portatori. Sia nel bianco dominante che nel bianco recessivo è presente la categoria. Ci sono voluti alcuni lustri, ma pare che oggi il concetto sia recepito, anche se non proprio da tutti. Non è facile distinguere gli intensi dai brinati, per quanto concerne i mosaico sono uguali ai brinati, senza possibilità di distinzione. Se il brinato ha la morfologia normale, l’intenso presenta le caratteristiche dell’intenso, vale a dire: piumaggio più stretto per accorciamento delle barbe, altre produzioni cutanee: becco, unghie e squame dei piedi ridotte. L’effetto è abbastanza visibile in queste ultime. Il tarso metatarso zampa e le dita appaiono più sottili appunto per le squame ridotte. Nei bianchi dominanti intensi le soffusioni possono apparire un tantino più cariche. Per l’opera di identificazione, consiglio di preparare tre gabbioni, nel primo mettere i soggetti che appaino intensi sicuri, nel secondo i brinati sicuri e nel terzo i casi dubbi. Nella scelta per la riproduzione, ovviamente si sceglieranno i migliori, ma le coppie vanno assortite intenso x brinato, altrimenti ci sono i problemi noti. In particolare, accoppiando fra brinati si rischia di “andare fuori” come piumaggio, insistendo si possono indebolire anche le soffusioni dei bianchi dominanti. Per quanto concerne i casi dubbi, quando sono soggetti ottimi, consiglio di considerarli brinati; infatti oltre ad essere più probabile, in caso di errore è certo preferibile accoppiare intenso x intenso piuttosto che brinato per brinato, per le note ragioni. Nei melaninici è bene ricordare che, come l’avorio, anche il bianco, sia dominante che recessivo, mette in evidenza la feomelanina, il che costituisce un vantaggio ove è prevista come massima ad esempio: bruno pastello, phaeo ed altro un notevole svantaggio invece ove non è prevista o prevista come minima ad esempio: nero ed ancor più, agata e diluiti in genere. Questo per non essere ingannati e non dimenticare di fare paragoni omogenei. Le caratteristiche sopra esposte non ci portano a confondere i due bianchi, ma esiste una interazione che rende i bianchi dominanti puri per l’avorio identici ai recessivi, almeno in superficie. Dico in superficie poiché i bianchi dominanti avorio non presentano tracce di soffusioni, pertanto la differenza è limitata all’epidermide, che in tali canarini rimane normale e non violacea come nei recessivi. Un errore di classificazione può insorgere se c’è un soggetto avorio molto debole, tanto da apparire biancastro. Si è pensato che convenisse fare bianchi dominanti puri per l’avorio invece che recessivi veri. Qualcuno diceva che fossero anche migliori, non è dato sapere perché. Il fatto è che si sono mescolati sia il bianco dominante, che il recessivo che l’avorio. Una cosa che pochi ritengo abbiano capito è che esistono anche canarini contemporaneamente bianchi dominanti e bianchi recessivi. Questi soggetti appaiono identici a bianchi recessivi. È il fenomeno dell’epistasi, un genetista direbbe epistasi recessiva, visto che prevale il carattere recessivo. Nell’epistasi il carattere che ha l’effetto fenotipico maggiore copre quello che ha l’effetto minore. Perché ci sia l’epistasi occorre che i due caratteri non siano allelici, altrimenti il dominante dominerebbe il recessivo. Se i due bianchi fossero allelici prodotti dalla stessa coppia di geni potremmo avere solo dominanti portatori di recessivo, ma poiché non è così, si può dare in caso di contemporanea presenza con copertura fenotipica di chi ha l’effetto maggiore, in questo caso il bianco recessivo. Un errore che si sta perdendo è quello che il bianco dominante o recessivo possa aiutare a schiarire il mosaico. Magari dopo aver fatto disastri vari, finalmente si è capito che una cosa è la varietà ed un’altra la categoria. Un errore durato francamente troppo è quello che esistessero bianchi recessivi più bianchi e meno bianchi. Eppure, dovrebbe essere ovvio che oltre il 100% non si può andare ed il bianco recessivo inibisce i carotenoidi al cento per cento. Ne ho sentite di ogni, c’era chi parlava del limone che renderebbe più bianco, dimenticando che le strutture del piumaggio devono avere una base pigmentata altrimenti sono ininfluenti. Per avere l’azzurro o il blu o il violetto, occorre eumelanina a granuli fini, per avere il verde un insieme di eumelanina e giallo, di solito lipocromico, anche la tonalità limone necessita di pigmento giallo. C’è chi si è inventato la feomelanina gialla, che esiste certo, ma non nei fringillidi e quindi neppure nel Canarino, esiste ad esempio nei turdidi, ma non è la stessa cosa... e quand’anche esistesse verrebbe inibita dall’acianismo.
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Piero
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Re: Bianco dominante e il bianco recessivo

Messaggio da Piero »

Infinitamente grazieeeeeeeeeeeeeeeee
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