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Sintomatologie dei canarini ammalati

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Appassionato
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Sintomatologie dei canarini ammalati

Messaggio da Appassionato »

Come comportarmi in caso di sintomatologie dei CANARINI ammalati?


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Gigi
Messaggi: 159
Iscritto il: mar apr 27, 2021 10:11 pm

Re: Sintomatologie dei canarini ammalati

Messaggio da Gigi »

Se ne è parlato più volte. E’ bene sapere che curare alcune malattie e/o infezioni è pressoché impossibile, pertanto è buona norma eseguire una buona prevenzione al fine di prevenire l’insorgenza degli innanzi fattori

Il primo accorgimento da adottare in caso di sintomatologia morbosa è l’isolamento del soggetto. Un soggetto malato deve essere prontamente isolato dal resto dell’aviario, posto in una gabbia ben pulita, di non eccessive dimensioni (meglio se con tre lati chiusi, in modo da evitare l’esposizione a correnti d’aria), allocata in un locale caldo, asciutto e diverso da quello dove viene tenuto il resto dell’allevamento.

L’isolamento ha sia lo scopo di impedire il propagarsi della malattia infettiva al resto dei soggetti, sia di evitare l’esposizione del soggetto malato ad agenti, normalmente non patogeni, presenti in ambienti affollati, che potrebbero trovare terreno fertile in un soggetto già debilitato.

La modalità di diffusione degli agenti patogeni, in natura, avviene sia attraverso il contatto diretto tra animale malato ed animale sano sia attraverso il contatto indiretto. Questo tipo di contagio avviene mediante secreti ed escreti (componente fecale, urine, secrezioni bronchiali, saliva) provenienti dall’animale infetto; mediante oggetti contaminati (posatoi, abbeveratoi, mangiatoie), o mediante inalazione di pulviscolo contenente secrezioni respiratorie emesse con la tosse, o materiale fecale essiccato. Si comprenda quindi l’importanza di una misura precauzionale quale l’isolamento ai fini della prevenzione delle malattie diffusibili.

Circa la sintomatologia non sempre un sintomo è patognomonico (specifico) di una data malattia anzi, soprattutto negli uccelli, molte patologie si presentano con un corredo sintomatologico comune. L’arruffamento del piumaggio, per esempio, che è uno dei segni più frequenti di malessere, altro non è che un meccanismo messo in atto dall’organismo per ridurre la dispersione della temperatura corporea, così come un respiro affannoso, a bocca aperta, non è sempre sinonimo di patologia respiratoria ma potrebbe essere dovuto a fenomeni compressivi esercitati da visceri addominali (fegato) sui sacchi aerei.

Un uccello in buona salute si presenta vivace, vigile ed attento all’ambiente che lo circonda, reattivo agli stimoli esterni, interagisce con gli altri abitanti della gabbia, il piumaggio è lucido, ben aderente al corpo e dai colori vivi.

Un uccello indisposto perde, in base alla gravità della patologia, parte o tutte le caratteristiche sopra elencate. Si presenterà con piumaggio gonfio, con tendenza a nascondere il capo sotto un’ala assumendo la tipica postura da riposo notturno, sensorio (reazione dell’animale agli stimoli esterni) depresso, abbattuto, tendenza a dormire nelle ore diurne, stazionamento sul fondo della gabbia, diminuito o aumentato consumo di alimento e di acqua.

Respiro affannoso, rantoloso, a becco aperto, con ritmici movimenti della coda denotano, molto spesso, patologie respiratorie profonde. Scolo congiuntivale o nasale, tosse, starnuti, scuotimento del capo depongono per patologie alle alte vie respiratorie.

Massima attenzione l’allevatore deve riporre allo stato delle feci. L’esame visivo delle feci è di fondamentale importanza per la messa in evidenza di patologie gastro-enteriche, epatiche ed urinarie. L’attenzione deve essere rivolta a tutte e tre le frazioni degli escrementi (componente fecale, urati ed urina), valutando sia la consistenza, la forma ed il colore della componente fecale (ricordando che il colore delle feci varia al variare dell’alimentazione), sia la quantità ed il colore degli urati e dell’urina.

Feci malformate, diarroiche possono essere sintomo di enteriti alimentari o batteriche; diarree acquose, profuse, di colore bianco-gessoso con imbrattamento della cloaca potrebbero essere sintomo di infezioni salmonellari, così come diarree mucose con screziature di sangue potrebbero essere ad appannaggio di infestazioni coccidiche. Mancata emissione di feci con presenza di sole urine potrebbero far supporre un’occlusione intestinale o una ritenzione di uovo; emissione difficoltosa di feci accompagnata da ritmici movimenti della coda potrebbero far presupporre un’infiammazione della cloaca (cloacite).

Il primo intervento da effettuare in corso di diarrea, prima di portare il pennuto a visita veterinaria, è la reidratazione del soggetto. Diarree profuse provocano gravi perdite di liquidi e squilibri elettrolitici che, in alcuni casi, esitano in disturbi cardiaci e arresto della funzionalità renale. La terapia reidratante consiste nella somministrazione di acqua o, meglio ancora, di soluzioni isotoniche direttamente nel becco dell’animale, attraverso l’ausilio di siringhe da insulina, contagocce o pipette da imbecco.

In corso di patologie gastro-enteriche ed epatiche sarebbe buona norma effettuare un esame visivo dell’addome del soggetto. Questa operazione può darci molte più informazioni di quelle che crediamo. La presenza di un macchia rossastra-violacea che dalla fine della cavità sternale scende verso il basso, può mettere in evidenza una patologia epatica con ingrossamento dell’organo, striature color grafite in zona addominale potrebbero manifestarsi in corso di patologie enteriche, con anse intestinali ingrossate ed infiammate.

Così come una palpazione dell’addome può darci informazioni importantissime in caso di dilatazione gastrica o in corso di ritenzione di uova.

Concludiamo questo articolo rimarcando, ancora una volta, la figura fondamentale ed imprescindibile del medico veterinario nella diagnosi e nella terapia delle patologie aviari.

Le brevi informazioni riportate non hanno lo scopo di farci arrivare ad una diagnosi “casalinga” ed ad approntare terapie empiriche, tramandate da allevatore ad allevatore, l’intento è invece quello di farci “captare” quanto prima, i primi segni di malessere del nostro pennuto per poi affidare prontamente il soggetto ammalato alle cure veterinarie.
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Appassionato
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Re: Sintomatologie dei canarini ammalati

Messaggio da Appassionato »

Grazie
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