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Le Aquile.

Rapaci diurni e notturni.

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Anna
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Le Aquile.

Messaggio da Anna »

Per quanto tempo possono volare le aquile?

Le aquile sono eccezionali volatori e possono volare anche per ore senza mai fermarsi. Riescono a farlo soprattutto sfruttando le correnti ascensionali.

Le aquile appartengono alla famiglia degli accipitridi e vengono comunemente chiamati rapaci diurni, per differenziarli dagli strigiformi notturni, come gufi e civette. Sono fra gli uccelli più apprezzati del mondo e sono anche ben distribuiti, visto che riescono ad occupare gli ambienti montani di diversi continenti, così come anche alcune aree urbane.

Il loro successo evolutivo probabilmente è dovuto alla loro capacità di adattarsi a diverse tipologie di ambienti e per essersi attrezzati con diversi adattamenti – come un becco potente e uncinato, degli occhi molto grandi con cui riescono ad individuare le prede, ali ampie e zampe che presentano artigli robusti, ricurvi e affilati. Sono anche eccezionali volatori in grado di sfruttare e manovrare le correnti per volare su lunghe distanze, ma per quanto tempo possono volare?

Le loro ali sono note per essere forti e resistenti e possono raggiungere anche oltre i 2 metri di apertura alare a seconda delle specie. E non a caso hanno ispirato nei secoli diversi artisti e ingegneri, interessati alle meccaniche del volo. Le loro penne invece possono essere molto lunghe, come nel caso delle aquile reali (Aquila chrysaetos), dove raggiungono 34 cm di lunghezza più il calamo di 3,5 cm.

Le aquile essendo predatori devono anche essere in grado di volare efficacemente e riuscire a farlo a lungo, sfruttando le corrente ascensionali per limitare al massimo le energie consumate per mantenersi in volo. A secondo delle condizioni di salute dell'esemplare e delle condizioni climatiche e geografiche di un territorio, le aquile possono sorvolare il loro territorio a lungo senza fermarsi, godendo di uno speciale meccanismo che consente loro di volare per diverse ore.

Prendendo quota attraverso le correnti ascensionali, le aquile possono infatti decidere di non toccare terra o di ritornare al loro nido fino a quando non catturano una preda. Un'esigenza che diventa però più urgente, quando le aquile mettono su famiglia o devono accumulare materiale con cui costruire il nido. Quindi, anche se questi animali possono volare tantissimo senza mai fermarsi, è molto raro che non ritornino al nido entro un paio di ore dal loro involo.

Le correnti ascensionali.

Il metodo che le aquile prediligono per prendere quota non è tanto il volo battuto, che comprende il movimento alternato delle ali su e giù, ma è lo sfruttare le correnti ascensionali che consentono di prendere velocemente velocità e di sollevarsi in altezza.

Il meccanismo è simile a quello che noi uomini adoperiamo quando siamo intenti a giocare con un aquilone. L'animale, intenzionato a sollevarsi in volo, di solito si dirige verso quelle colonne d'aria in cui sono presenti delle forti raffiche di vento ascensionali, dovute alla differenza di temperatura fra l'aria e la superficie. Questa differenza in gergo tecnico si definisce gradiente termico verticale dell'aria ed è ciò che sostiene letteralmente il peso dell'animale.

Prendendo così le correnti d'aria più forti, l'aquila deve solo stendere perfettamente le ali e restare immobile, come un aliante, assumendo una posizione nota anche come "spirito santo", in quanto ricorda le raffigurazioni cattoliche della Santa Trinità. Qualora volesse cambiare direzione, l'aquila deve solo flettere leggermente le ali e sfruttare le penne remiganti, che gli consentono anche di regolare anche la velocità di crociera.

Ovviamente spostandosi l'animale uscirà dalla corrente ascensionale che gli ha permesso di prendere quota, ma in generale basta che ritorna sui suoi passi o che trova un'altra corrente ascensionale per riprendere quota e continuare a volare.

Facendo sali e scendi fra le colonne d'aria e sfruttando le correnti e il vento, un'aquila perciò riesce a restare in volo per molto tempo (anche fino a mezza giornata, nella migliore delle condizioni), senza subire alcuna difficoltà, che sovvengono solo quando il vento comincia a muoversi in senso contrario all'animale e quando il suo stesso organismo comincia a subire la sete, la fame come anche l'eccesivo caldo accumulato, restando in quota sotto il cielo terso.

Uno dei limiti più importanti del volo delle aquile che spesso non viene considerato è infatti proprio quello relativo al pericolo dell‘insolazione. Un fenomeno pericoloso, che può rischiare di disidratare e destabilizzare qualsiasi tipologia di rapace abituato a sorvolare il proprio territorio. Al di là infatti della località in cui si può trovare un'aquila e per quanto l'aria in quota possa essere considerata spesso sempre più fresca, rispetto la superficie, stare con le ali distese sotto al sole cocente non è un'attività particolarmente piacevole.

Il metabolismo efficiente.

Sfruttando le correnti ascensionali e limitando al minimo i movimenti usati per prendere e restare quota, abbiamo capito che questi animali sono degli eccellenti volatori, ma qual è il loro segreto che gli consente di ridurre al minimo lo spreco delle risorse mentre sono il volo?

Innanzitutto il loro metabolismo gli consente di risparmiare moltissima energia, essendo in grado di bruciare pochissimi zuccheri mentre sono a caccia. Inoltre, proprio il loro comportamento li aiuta a non bruciare eccessivamente le proprie scorte, avendo scelto di lasciarsi guidare dal vento rispetto ad opporvisi ad esso.

Il fatto inoltre che durante il volo alcuni processi metabolici come la digestione vengono rallentati, per consentire ai muscoli delle ali di essere adeguatamente irrorati, è un altro trucco che consente a questi animali di volare a lungo, senza il rischio di stancarsi in fretta mentre si sta riprendendo quota. Questo processo inoltre consente alle aquile di risparmiare una grande quantità di liquidi mentre sono in volo.

Il metabolismo accelerato di questi uccelli inoltre gli permette di disporre di una temperatura interna costante, superiore ai 40 gradi Celsius, al di là delle rigidità del clima esterno. Un sistema condiviso per esempio con i pipistrelli che consente a questi animali di mantenersi fisiologicamente attivi e sempre pronti a reagire alle avversità, anche nelle condizioni più estreme.

È stato infine dimostrato che anche le aquile talvolta possono decidere di godersi di un pisolino di pochi minuti mentre sono in volo. Questo non solo gli permette di risparmiare energie, ma anche di ricaricarsi, fra una battuta di caccia e l'altra. Ma come ci riescono?

Probabilmente, il loro metabolismo può rallentare così tanto che il loro cuore comincia a battere più lentamente e a inviare dei segnali al cervello. In queste condizioni, il cervello ha quindi due possibilità: può ordinare alle ali di battere, per indurre il cuore a pompare il sangue più intensamente, o può decidere di entrare in standby per qualche minuto, in una maniera un po' insolita rispetto al cervello umano.

Essi infatti sono in grado di spegnere il cervello un emisfero per volta, restando parzialmente coscienti per tutto il tempo, come succede talvolta ai narcolettici e ai sonnambuli.

Le aquile tuttavia raramente riescono a dormire in volo a lungo, dovendo compiere viaggi brevi, e il loro cervello quindi si spegne solo per una manciata di minuti. Sono altri gli uccelli che invece riescono a dormire per molto tempo mentre sono in viaggio, come le fregate o le oche selvatiche. A differenza però delle aquile queste specie sorvolano territori molto più vasti e compiono viaggi molto più lunghi, ponendosi anche ad altezze di sicurezze maggiori.
di Aurelio Sanguinetti
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