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Asio otus

Rapaci diurni e notturni.

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Asio otus

Messaggio da Presidente FEO O. »

Asio otus (gufo comune).
Ordine Strigiformes
Famiglia Strigidae
Scientifico Asio otus (Linnaeus, 1758).

Il Gufo comune – Asio otus – è un rapace piuttosto elusivo, che caccia e si mette in movimento quasi esclusivamente con il buio, motivo per cui spesso la determinazione degli esemplari risulta sottostimata.
Per la totalità del giorno resta ottimamente mimetizzato, grazie al suo piumaggio, nascosto dalla vegetazione degli alberi, appoggiato in riposo sui rami vicino alla diramazione del tronco.

La sua presenza è spesso tradita dai suoi escrementi e le borre visibili alla base dei posatoi.
Nella stagione invernale si riuniscono spesso in dormitori comuni (roost) in gruppi che possono contare fino a decine di esemplari.

Di media taglia 35/40, la femmina può essere leggermente più grande del maschio, ma sono praticamente indistinguibili, si alimenta cacciando a volo radente sui campi, alimentandosi di piccoli ratti e piccoli uccelli. Occasionalmente ghermisce le sue prede anche in volo e con agguato.
Caratteristica più evidente e nota del Gufo sono i ciuffi formati da piume sul capo, detti auricolari, ma che nulla hanno a che vedere con il sistema uditivo, che l’animale tiene diversamente eretti a secondo dello stato d’animo. Altro caratteristica particolare è quella di non poter ruotare gli occhi, compensata dalla capacità di ruotare il collo di 360°.

Presente generalmente in spazi aperti con alberi sparsi o a filari, può essere presente anche in zone boscose alternate a zone aperte.
Nidifica da marzo a maggio, generalmente in nidi di altri uccelli, deponendo in media dalle 3 alle 5 uova. In stagioni ricche di cibo le covate possono essere due.
Facilmente udibile di notte quando emette il suo canto ad intervalli di 2/3 secondi ripetendolo centinaia di volte.

In relazione proprio al suo canto esiste una simpatica leggenda spagnola che ritiene che le abitudini notturne del Gufo siano state determinate dalla visione della crocifissione di Cristo, spingendolo a muoversi solo di notte, emettendo il suo canto ripetuto che viene letto con la parola cruz.
Fin dai primi tempi che ho cominciato a praticare il digiscoping, ho sentito parlare i fotografi che frequentano l’oasi di Bentivoglio, della possibilità di osservare e fotografare il Gufo in una località a qualche decina di km. da dove vivo.

Quest’inverno era il momento giusto per tentare una foto al Gufo. Il piccolo borgo di Selva Malvezzi è una piccola località nel cuore della pianura, composto da poche case, e dominato da un’antico palazzo signorile, con una splendida piazza antistante.
La piazza è contornata ai lati da alcuni abeti che la delimitano dalla strada principale che attraversa il piccolo borgo.
Con le indicazioni ricevute non è stato difficile individuare le conifere che i Gufi usano come dormitorio durante il giorno.
Unico inconveniente è individuarne uno non completamente nascosto dalla vegetazione e l’obbligo di doverli fotografare dalla sede stradale della stretta via.
Per nulla infastiditi dalle autovetture che passano praticamente sotto gli alberi e dai pochi passanti residenti del paesino, i Gufi si lasciano ammirare sui rami alti degli abeti.

Piazzato il cavalletto in un fossetto ai lati della strada, non è stato difficile poterli fotografare con tutta la calma ed il tempo necessari, solo interrotto ogni tanto da qualche auto e qualche passante curioso, che osserva un matto con una specie di “cannone” (così dicono i curiosi) attaccato ad una macchina fotografica.
Come ho già detto la foto non ha comportato le classiche difficoltà rese dai soggetti molto mobili e piccoli. Fotografare un Gufo che riposa è un’esperienza altrettanto riposante ed appagante grazie allo loro straordinaria bellezza.
Tutti sappiamo che il gufo vola velocemente senza fare rumore.
Esaminando le piume dell'ala si è saputo che il gufo ha le piume speciali. Ingrandendo l'immagine si scopre che le punte sono seghettate. I piccoli vortici evitano un grande vortice, così non causa rumore.

Spesso riprodotto in araldica e sulle monete ha sempre avuto un significato che riportava a valori di saggezza, cultura e guida ma le sue abitudini notturne lo hanno avvicinato anche a simbologie sataniche e magiche.
Allegati
Waldohreule_in_freier_Wildbahn.jpg


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